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Bellini, una famiglia nel nome dell’arte

Per la settima edizione di "Capolavoro per Lecco", promosso dalla Comunità pastorale, a Palazzo delle Paure sono in mostra tre dipinti del padre Jacopo e dei figli Gentile e Giovanni, protagonisti del primo Rinascimento

di Luca FRIGERIO

6 Febbraio 2026

Nella Venezia del Quattrocento, quello della famiglia Bellini fu un vero marchio di fabbrica, nel campo della pittura: con il padre Jacopo, il figlio maggiore Gentile e il figlio minore Giovanni, il celebre Giambellino, protagonista assoluto del Rinascimento italiano.

Proprio a questa avvincente «saga» famigliare è dedicato il nuovo evento espositivo del «Capolavoro per Lecco», giunto alla sua settima edizione, promosso come sempre dalla Comunità pastorale «Madonna del Rosario» e dalla sua associazione culturale. Una mostra in corso a Palazzo delle paure fino al prossimo 8 marzo e che, dalla sua apertura il 5 dicembre scorso, ha già fatto registrare quattromila visitatori, confermando ancora una volta, così, il successo e l’importanza di questa iniziativa.

Come nelle passate edizioni, anche per questa sono state coinvolte in particolar modo le scuole superiori, con gli studenti preparati ad accompagnare i visitatori nel percorso espositivo. Mentre incontri di approfondimento, laboratori e concerti fanno da corollario alla mostra (per informazioni: www.capolavorperlecco.it).

Di Iacopo, il capostipite, a Lecco è esposta un’elegante «Madonna col Bambino», proveniente dalla Galleria Tadini di Lovere. Realizzata attorno al 1450, la tavola presenta tutta la raffinatezza e lo splendore dei dipinti dell’ultimo gotico, secondo la lezione di Gentile da Fabriano, maestro di cui, infatti, il pittore veneziano fu allievo e seguace (al punto da chiamare proprio «Gentile» il suo primogenito…).

Alla grazia del padre, risponde la modernità del figlio più piccolo. La smagliante «Madonna col Bambino» di Giovanni, infatti, pur dialogando con quella di Iacopo, se ne discosta per una maggiore naturalezza e vivacità, per l’introspezione psicologica delle due figure. L’opera, in prestito dalla Pinacoteca Malaspina di Pavia, pur appartenendo agli esordi artistici del Giambellino ne svela già tutta la caratura, con il giovane proiettato verso nuovi orizzonti.

Ecco allora la tela con la «Nascita della Vergine», oggi appartenente alla Galleria Sabauda di Torino, ma in origine realizzato per la Scuola grande di San Giovanni evangelista a Venezia, che si presenta come un curioso lavoro a tre mani, dove il visitatore potrà divertirsi a individuare e riconoscere i diversi pittori, nelle figure dipinte da Iacopo, Gentile e Giovanni.

E tuttavia, sarà bene ricordarlo, vi era anche una figlia e sorella: Nicolosia, che sposò un giovanotto di belle speranze di nome Andrea Mantegna. Che, con tutto il suo talento, entrò dunque a far parte della storia della famiglia Bellini.

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