La ricorrenza dei cinque anni dalla morte di don Pigi Bernareggi (22 gennaio 2021), giovane laureato dopo il liceo Berchet, partito da Milano per il Brasile nel 1964, da quel nucleo incandescente di Gioventù Studentesca di don luigi Giussani (poi Comunione e Liberazione) per divenire sacerdote brasiliano, è una grande occasione per conoscere la sua figura straordinaria come molti raccontano, in Brasile -a Belo Horizonte e non solo- e in Italia.
Se ne discute mercoledì 21 gennaio alle 21 all’Auditorium del Centro Culturale di Milano in occasione dell’incontro dal titolo “Fedeltà e letizia. Don Pigi Bernareggi sulle tracce dell’Avvenimento”.
Intervengono Rosetta Brambilla, Obras Educativas Padre Giussani. Belo Horizonte, Anna Michelini, Manager, già operatrice di AVSI, Don Giovanni Vecchio, Sacerdote di Belo Horizonte, Marco Montrasi, Gruppo Leonardo, Brasile, responsabile di CL in Brasile fino al 2023
Coordina l’incontro Peppino Zola, Centro Culturale di Milano.
Una vita lieta, umile e dirompente, di semplicità, intelligenza della fede e missione. Il suo motto di Ministro della Chiesa era «Nulla anteporre a Cristo» (san Cipriano)- che molti oggi desiderano offrire all’attenzione della Chiesa come segno di santità e virtù cristiana. Il raggio di amicizia, di annuncio cristiano, di comunità cristiana e unità di popolo scaturiti dalla sua testimonianza di vita e insegnamento, hanno fatto di lui un protagonista nella quotidiana testimonianza tra i favelados di Belo Horizonte. Dai più poveri fino ai vertici della politica brasiliana, generando opere e anche Leggi (come la Legge Pro Favela del Brasile disegnata sui principi operativi da lui concepiti). Un’unita della persona e generata per il mondo che oggi ci è cara e di esempio.





