In occasione dell’ottantunesimo anniversario della morte del Beato Teresio Olivelli il Gruppo Alpini di Trezzo sull’Adda organizza per domenica 28 gennaio alle 16 presso la Sala Maggioni (Sagrato della Parrocchia) un incontro con l’autrice Luisa Bove per la presentazione del libro “Il Coraggio della Fede”.
Seguirà Messa alle ore 18 presso Chiesa Parrocchiale.
Sabato 24 gennaio, presso il teatro Il Portico si esibirà invece il Coro Alpino “Lo chalet” del gruppo Alpini di Arcore.
Teresio Olivelli nasce il 7 gennaio 1916 a Bellagio (Como). Dopo il ginnasio a Mortara e il liceo a Vigevano, si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pavia come alunno del Collegio Ghislieri. Studente brillante, unisce all’eccellenza scolastica un intenso impegno cristiano: è membro attivo della FUCI, dell’Azione Cattolica e della San Vincenzo, dove matura uno stile di carità e di servizio che segnerà tutta la sua vita.
Laureato nel 1938, diventa assistente di Diritto amministrativo a1l’Università di Torino. Nel 1939 vince i Littoriali di Trieste con una tesi sulla pari dignità della persona umana, indipendentemente dalla razza. In questi anni scrive articoli e tiene conferenze, cercando — illusoriamente — di individuare nel fascismo elementi compatibili con il Vangelo. Pur impegnato nella vita culturale e politica, non trascura mai l’assistenza ai poveri e agli emarginati.
Nel 1941 si arruola volontario e parte per la Russia come ufficiale degli alpini. Durante la tragica ritirata si distingue per il coraggio e l’altruismo, soccorrendo feriti e moribondi e offrendo conforto spirituale ai soldati. Tornato in Italia, rompe definitivamente con il fascismo. Dopo l’8 settembre 1943 viene fatto prigioniero dai tedeschi, ma riesce a fuggire e rientrare in Italia.
Partecipa alla Resistenza cattolica soprattutto sul piano morale e culturale: nel 1944 fonda il giornale £ Ribelle, attraverso cui diffonde un umanesimo cristiano contrario al nazismo e propone idee per la ricostruzione della società. Arrestato a Milano il 27 aprile 1944, subisce torture a San Vittore e nei campi di Fossoli, Bolzano, Flossenburg e Hersbruck. Anche nei lager si prende cura dei compagni, condividendo cibo e conforto, tanto da essere ricordato come una vera guida spirituale.
Muore il 17 gennaio 1945 a Hersbruck, a seguito delle percosse ricevute mentre difende un giovane prigioniero. Riconosciuto martire dalla Chiesa, è stato beatificato il 3 febbraio 2018 a Vigevano.
















