Lunedì 19 gennaio alle 18.30, presso la chiesa di San Gottardo in Corte a Milano, la Scuola della Cattedrale, presieduta da mons. Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo di Milano, inizia il nuovo anno con un evento culturale a carattere filosofico che prende spunto dalla pubblicazione dell’opera: Oracoli caldaici (Mondadori, Fondazione Lorenzo Valla, Milano 2025).
Quello degli Oracoli è il mondo affascinante della teurgia, la quale, al contrario della teologia, non studia la divinità, ma la evoca attraverso simboli e rituali e la “attira” con l’estasi, evitando il razionalismo e tuttavia contribuendo in maniera determinante allo sviluppo del neoplatonismo, sottolineando con forza la luce «che è al di là dell’empireo» e che «manifesta in sé stessa a coloro che ne sono degni le apparizioni visibili degli dèi».
Tutto comincia con la ricerca dell’Uno, padre di tutte le cose: «Ben a ragione, dunque» afferma il primo frammento raccolto nel presente volume, «è impossibile attribuirgli un nome, come se un nome gli si potesse adattare, e quindi è opinione comune non solo di Platone, ma anche degli dèi, che ciò che è al di là di tutto possa essere espresso solo col termine “Uno” da parte di chi desidera esprimere l’inesprimibile».
La ricerca dell’Uno è l’espressione di un’aspirazione pluriculturale che attraversa tutto il tardo mondo antico: «Porfirio nel commentario agli oracoli celebra il demiurgo dell’universo» riassume un altro frammento «come colui che è secondo trascendente, quello onorato anche presso gli Ebrei, mentre il Caldeo parla divinamente di lui come secondo dopo il primo trascendente, cioè il Bene. I discepoli di Giamblico, Siriano e Proclo, lo considerano demiurgo del cosmo sensibile e lo chiamano dio dei quattro elementi». E sin dall’inizio è presente Ahura Mazda, colui che Zarathustra proclamava l’unico dio, creatore del mondo sensibile e di quello soprasensibile.
«Gli Oracoli caldaici hanno intrigato i lettori per quasi duemila anni,
a partire da quel II secolo della nostra era in cui Giuliano il Teurgo
ne redasse la prima versione, sino a quelle di Michele Psello nell’XI secolo bizantino,
di Giorgio Gemisto Pletone composta a Costantinopoli
poco prima della caduta della città nelle mani dei Turchi,
e a quella raccolta da Francesco Patrizi sotto il nome di Zoroastro in pieno Rinascimento.
Questo volume presenta per la prima volta tali versioni riunite e raffrontate
da un commento di grande spessore, che ne mette in luce le somiglianze e le differenze, sottolineando la continuità della tradizione».
L’evento, moderato da Armando Torno, si terrà lunedì 19 gennaio alle ore 18.30 nella Chiesa di San Gottardo in Corte (via Pecorari, 2), con un saluto di mons. Gianantonio Borgonovo e la partecipazione di Luciano Albanese, già Professore di Filosofia teoretica e di filosofia morale alla Sapienza Università di Roma e curatore dell’opera; sarà collegato online Piero Boitani, Professore emerito di Letterature comparate alla Sapienza Università di Roma e Presidente della Fondazione Valla.
L’evento verrà trasmesso in diretta su Duomo Milano TV.
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su www.duomomilano.it
















