Riunirà sotto la guida di un unico parroco quattro parrocchie (compreso San Carlo). Interessante la scelta di dedicarla al futuro beato don Carlo Gnocchi, perché il territorio ha una forte presenza di luoghi di cura e di sofferenza.

Maria Teresa ANTOGNAZZA

Don Massimiliano Terraneo

La prima comunità pastorale della città di Varese nasce nel segno di una grande novità. Annunciata prima di Pasqua dal vicario episcopale di zona, monsignor Luigi Stucchi, a pochi giorni dalla conclusione della visita pastorale del cardinale Tettamanzi, riunirà sotto la guida di un unico parroco responsabile tre parrocchie che da molti anni erano abituate a lavorare insieme sul fronte giovanile: Bustecche, Giubiano e Lazzaretto, che il mondo oratoriano varesino aveva imparato a chiamare con il nomignolo di «Bugiulaz».
Ma ad esse, dal prossimo mese di settembre, viene aggiunta la parrocchia più grossa, quella di San Carlo, con i suoi quasi 5 mila abitanti. L’attuale parroco, infatti, don Gianni Brambilla, ha rassegnato al Cardinale le sue dimissioni, sia per motivi di età, al traguardo degli 83 anni, sia soprattutto per motivi di salute. Al suo posto, dal primo maggio, le redini della parrocchia di viale Borri verranno prese da don Massimiliano Terraneo, attuale parroco di Madonna della Speranza e della Pace al Lazzaretto. Sarà lo stesso sacerdote, poi, ad assumere la guida della nascente comunità pastorale.
Il passaggio non è certo indolore, visto che don Gianni è a San Carlo fin dalla nascita della parrocchia, e cioè ininterrottamente dal 1962. E qui resterà a vivere, come ha spiegato monsignor Stucchi: «Don Gianni e San Carlo sono una cosa sola e ora, dopo la malattia, il sacerdote resterà qui ad abitare, continuando il suo servizio pastorale amministrando il sacramento della riconciliazione e dicendo Messa». Da settembre, intanto, cioè con l’avvio del nuovo anno pastorale, don Massimiliano si trasferirà a San Carlo, mentre il prete più giovane della comunità pastorale, don Luca Sorce, incaricato della pastorale giovanile, starà di casa al Lazzaretto, nel nuovo centro di Belforte.
«Così – ha precisato monsignor Stucchi – ogni parrocchia avrà comunque garantita una presenza sacerdotale. Tutti gli attuali parroci, poi, resteranno nel direttivo della comunità, come collaboratori di don Terraneo, che avrà al suo fianco don Leonardo Bianchi delle Bustecche, don Giuseppe Pellegatta di Giubiano, oltre a don Sorce e naturalmente don Brambilla». Interessante anche la scelta delle quattro parrocchie di dedicare la comunità al futuro beato don Carlo Gnocchi: «Questo è un territorio con una forte presenza di luoghi di cura e di sofferenza, con l’ospedale, la casa di riposo Rsa Molina, la stessa Asl, quindi con una grande attenzione ai deboli e ai sofferenti, precisamente il carisma di don Gnocchi». Proprio per questa scelta, dunque, il via ufficiale della comunità pastorale sarà posticipato a novembre, all’indomani della beatificazione, anche se il lavoro di don Terraneo come responsabile delle quattro parrocchie della comunità inizierà a settembre con l’avvio del nuovo anno pastorale.
Anche la Zona Seconda, dunque, continua speditamente la sua piccola “rivoluzione” con all’attivo 17 comunità pastorali. E a Varese, dopo il taglio del nastro della prima, altre due esperienze di intensa collaborazione e lavoro d’insieme proseguono a Masnago e presto anche ai piedi del Sacro Monte.

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