Nella chiesa di S. Andrea in Milano ultima serata della Rassegna Organistica Ambrosiana «Magnum Sabbatum». Una iniziativa organizzata dal Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra (PIAMS) in collaborazione con la Comunità locale

Fausto Caporali

Sabato 19 maggio, alle ore 17.40, nella chiesa di S. Andrea in Milano (Via Crema, 22) avrà luogo l’evento «In cordibus nostris»: ultimo appuntamento della Rassegna Organistica Ambrosiana «Magnum Sabbatum», organizzata dal Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra (PIAMS) in collaborazione con la parrocchia milanese di S. Andrea, con il patrocinio del Pontificio
Consiglio della Cultura e dei Consolati generali di Germania, Svizzera e Gran Bretagna a Milano.

Come è ormai noto, l’iniziativa presenta una proposta musicale strettamente legata ai temi dell’azione liturgica del giorno: da parte loro, le diverse pagine musicali proposte – punteggiate
da improvvisazioni su temi vari (accanto a un omaggio a mons. Migliavacca, il «Salve, regina» e il «Veni, creator») – spaziano dall’archetipo
bachiano al prezioso Novecento di Messiaen passando per il tardo romanticismo di Vierne e
la transizione a stagioni successive rappresentata da Matthey.

Entrando nel tempo di Pentecoste – tempo della Chiesa e della missione –, la proposta di ascolto di questo sabato si ispira al Confractorium ambrosiano del giorno che, attingendo a san Paolo, annuncia l’effusione dello Spirito santo: «O Unxit nos Deus et signávit nos | et dedit arrabónem Spíritus in córdibus nostris, allelúia», che la versione italiana solo parzialmente rende: «Dio stesso ci ha segnato con l’unzione santa, | confermandoci col dono dello Spirito | che vive nei nostri cuori, alleluia».

Alle tastiere dell’organo Balbiani-Vegezzi Bossi – grandioso strumento a trasmissione elettrica diretta, collaudato e inaugurato nel luglio 1934 da Cesare Chiesa, Santo Spinelli ed Eugenio Consonni – la proposta musicale sarà affidata al M° Fausto Caporali, organista titolare della Cattedrale di Cremona e docente di Organo complementare presso il Conservatorio «G. Verdi» di Torino.

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