L’incontro con Cristina Giordana, mamma che ha perso un figlio sul Cervino, organizzato in collaborazione col Gruppo Escursionistico “Luigi Frangi” in occasione del 35° di fondazione e dalla Sezione del CAI di Cantù. Una storia vera di luce, amore e montagne

Foto-Libro-Portami-lassù

Il Centro culturale Luigi Padovese di Cucciago (Co) dà il via  – a partire da sabato 5 ottobre – al ciclo di incontri «Le porte della felicità».
“La ricerca della felicità è comune a tutte le persone di tutti i tempi e di tutte le età” perché Dio stesso ha posto “nel cuore di ogni uomo e di ogni donna un desiderio irreprimibile di felicità” e “di pienezza”. I nostri “cuori sono inquieti e in continua ricerca di un bene che possa saziare la loro sete di infinito, invisibile nostalgia di Colui che ci ha creati ed è Lui stesso amore, gioia, pace, bellezza, verità.” (PAPA FRANCESCO)

Un tema di grande interesse che coinvolge sicuramente tutti.
Ecco allora il primo degli incontri, in realtà è una testimonianza. La testimonianza di come il buio di una morte precoce possa trasformarsi in una scintilla di vita, capace di riaccendere le speranze sull’eternità degli affetti che ci legano alle persone che amiamo.
Speranza che può diventare anch’essa “porta di felicità”?
A portare la sua testimonianza sarà Cristina Giordana, madre di Luca che ha perso la vita sul Cervino l’8 luglio 2017.
Racconterà, non solo la storia della breve vita di Luca, ma di come, grazie al suo rapporto speciale con il figlio, riesca – attraverso la scrittura – a farlo parlare, facendogli raccontare il suo talento per lo sport e la sua grande passione per la montagna.
Luca dedicava tutto il suo tempo libero alla montagna e il suo obiettivo sarebbe stata la scalata del Dhualagiri (oltre 8000 metri d’altezza); era anche riuscito a vincere un concorso fotografico che metteva in palio quell’impresa guidata da un esperto scalatore professionista. Purtroppo non ha fatto in tempo a realizzare questo sogno, ma Cristina ha continuato a sognare per lui.
Luca passava gran parte del suo tempo libero a sfidare i monti, ma anche Cristina ha dovuto affrontare una grande sfida, il dolore di sopravvivere a un figlio. Una ferita talmente grande che ti costringe ad un cammino di ricerca di senso, che sostenga quella ferita.
Può un dolore così aprirti una porta verso una vita comunque lieta?
Dove Cristina ha trovato la forza addirittura di discutere lei stessa la tesi di laurea, che suo figlio aveva presentato qualche giorno prima di morire?
Quale speranza regge l’urto di ogni Notte che ciascuno di noi deve, prima o poi, affrontare?

Cristina Giordana (Cuneo, 1965). Diplomata in pianoforte, insegna Matematica e Scienze e vive a Cuneo con il marito Vittorio e la figlia Giulia.
E’ stata ospite di Massimo Gramellini a “Le parole della settimana”; di Maurizio Costanzo al “Maurizio Costanzo show”; ha partecipato ad una puntata de “La vita in diretta” e a un’altra di TV 2000 “Buon tempo si spera”.

Seguirà rinfresco offerto dal Gruppo Escursionistico Cucciaghese “Luigi Frangi”

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