La benemerenza civica in occasione del ventennale dell’Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli

football no lomits 2018
Un'immagine del progetto “Football no limits”. Nelle altre foto, attività in Kenya e Kosovo

Il 19 maggio scorso l’Ipsia (Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli) di Milano festeggiava i suoi primi 20 anni. Venerdì 7 dicembre riceverà l’importante riconoscimento della città di Milano in occasione della festa di Sant’Ambrogio.

L’Ipsia è un’associazione giovane, ma con tanta storia ed esperienza alle spalle: Con l’Ambrogino giunge il riconoscimento per le moltissime attività che in tutti questi anni hanno caratterizzato la sua storia.

Ipsia di Milano è un’organizzazione di volontariato presente a Milano dal 1998. Nata dalla volontà delle Acli Milanesi di promuovere pace, cittadinanza attiva, volontariato e promozione sociale non solo sul nostro territorio, ma anche all’estero e dal progetto di volontariato in zone di guerra “Un Sorriso per la Bosnia” che dal 1992 al 1997 ha portato nei Balcani più di 5.000 volontari, Ipsia di Milano dalla nascita è ambasciatrice della solidarietà e della operosità ambrosiana, in tutto il mondo.

«Uno dei focus principali dell’attività di Ipsia di Milano – spiega il presidente Silvio Ziliotto – è stata la promozione del volontariato all’estero, che ha portato migliaia di giovani e meno giovani milanesi a svolgere attività principalmente di animazione e supporto ai minori in Bosnia, Kosovo, Albania, Serbia, Palestina, Romania, Moldavia, Mozambico, Kenya, Brasile, Argentina, Grecia all’interno del progetto Terre e Libertà, un’esperienza di mobilità giovanile e volontariato internazionale che unisce persone diverse intorno ad un fine comune offrendo la possibilità di vivere sul campo la formazione sul conflitto, sullo sviluppo e sulla cooperazione, contribuendo allo sviluppo sociale dei territori».

Innumerevoli sono stati i singoli progetti di cooperazione allo sviluppo sostenuti o promossi da Ipsia di Milano, ma qui vogliamo ricordare in particolare l’impegno in due aree del mondo che ci sono sempre state particolarmente care: i Balcani e il Sudan.

In Bosnia, Kosovo, Serbia e Albania i volontari di Ipsia hanno accompagnato le popolazioni in particolar modo dei piccoli centri urbani e rurali nel processo di rinascita dopo le guerre combattute nell’area, supportando la nascita di imprese cooperative, di laboratori artigianali, le scuole, le associazioni di promozione sportiva, le associazioni culturali e le nascenti realtà di volontariato. In Sudan IPSIA di Milano ha operato sotto il cappello della Campagna per la Pace e il Rispetto dei Diritti Umani in Sudan, campagna attiva dagli anni Novanta sino al 2006, per supportare il processo di pace in un Paese martoriato dalla guerra civile più lunga del continente.

Oltre al volontariato internazionale, Ipsia di Milano ha svolto sul territorio di Milano attività di promozione del turismo responsabile, altro strumento di conoscenza positiva di popoli e territori: con la partnership del Comune di Milano abbiamo dato vita all’Italian Palestinian Cultural Point di Betlemme, luogo di informazione per i turisti (in particolare dall’Italia) a Betlemme. Da quel progetto nacque il gemellaggio del Comune di Milano con il Comune di Betlemme.

Fondamentale nell’attività di Ipsia di Milano è stato il rapporto con lo sport. In una città come la nostra, ricca di sport di livello internazionale ma anche leader nella pratica sportiva dilettantistica, l’associazione ha promosso fin dal 2010 il supporto alle attività sportive in Bosnia come strumento di costruzione di relazioni di pace in una terra martoriata dalle guerre, promuovendo il diritto di ogni bambino all’aggregazione, alla socializzazione, ad un crescita sana e un corretto sviluppo educativo (Articolo 31 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza): oggi il progetto Footbal No Limits è una realtà affermata, supportata da sponsor tecnici e commerciali di primaria importanza, presente sui media nazionali ed internazionali e promosso anche dalla FIGC.

«Ipsia di Milano in questi 20 anni di attività –  ha concluso Ziliotto –  ha saputo rappresentare nel mondo Milano, con la sua apertura internazionale, la sua attenzione all’innovazione e al volontariato e ai mondi della cultura e dello sport. Allo stesso tempo ha saputo portare il mondo a Milano, con la formazione linguistica, la promozione del turismo responsabile e del volontariato internazionale, cogliendo la sfida dell’integrazione positiva dei migranti, con l’obiettivo di accoglierli e renderli protagonisti di una storia, quella della nostra città, che ha sempre saputo rendere “milanesi” non chi è nato nella città, ma chi la vive e la ama».

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