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Anniversario

Azione Cattolica: 25 aprile, pace e libertà

In occasione dell’ottantesimo anniversario della Repubblica, nella festa della Liberazione d'Italia dal nazi-fascismo, l'associazione invita a riflettere sui valori che intrecciano la Resistenza con la Costituzione. L'appello del settore giovanile a partecipare alla manifestazione milanese, che partirà alle 14.30 da Porta Venezia

La Presidenza diocesana dell’Azione cattolica ambrosiana La Presidenza diocesana dell’Azione cattolica ambrosiana

21 Aprile 2026

Celebriamo quest’anno l’ottantesimo compleanno della nostra Repubblica, di un anno più giovane rispetto alla nostra Liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista. Il preludio alla stesura di un’altra nostra proprietà: la Costituzione. “Proprietà”, la Costituzione, perché appartiene a tutti, così che tutti hanno il diritto-dovere di difenderla, in quanto carta dei valori che dovrebbero unire gli italiani e le italiane in un’unica comunità nazionale.

È bene quindi che si continui ad amare e sostenere la Costituzione, pur senza negare la possibilità di qualche opportuno ritocco, reso necessario dalla sua età avanzata, naturalmente senza operare pericolosi stravolgimenti.

Repubblica, Costituzione e Resistenza

È bene, però, anche continuare a interrogarsi sul legame essenziale esistente tra la Repubblica italiana, la sua Carta fondamentale e la Resistenza. Già, la Resistenza: esaltata, mitizzata, respinta, demonizzata, rimossa.

Una coscienza civile matura deve fare i conti con la Resistenza con il dovuto distacco critico, ma con la consapevolezza che essa costituisce la base insostituibile per lo sforzo di rinascita dell’Italia: per raggiungere una libertà non concessa in piccole dosi da stranieri e per costruire uno Stato antitetico in termini di valori rispetto a quello fascista. Con tutti i suoi limiti e le sue contraddizioni, la Resistenza ha contribuito a ridare dignità a tutto il popolo italiano (anche a quella parte che la ignorava o la combatteva).

La Resistenza, un fatto di popolo

Dalle prime embrionali forme sorte spontanee tra i nostri militari il giorno dell’annuncio dell’armistizio (8 settembre 1943) alle massicce deportazioni di oppositori politici e di lavoratori in sciopero, dalla collaborazione tra persone con le più diverse idee politiche alla partecipazione delle donne di tutti gli strati sociali, dal sacrificio di tanti preti a quello di altrettante suore: non si può negare che la Resistenza italiana sia stata un fatto di popolo, ancorché non di tutto il popolo.

Chi ha imbracciato un’arma, chi ha soccorso i perseguitati, chi ha elaborato proposte per un domani migliore: tutti hanno incarnato il grido di un Paese intero: “Pace, Libertà”. È lo stesso grido che si leva oggi da tante zone del mondo e che così tanto bene sta interpretando papa Leone XIV.

Buoni Samaritani e Maccabei

L’Azione Cattolica ha offerto all’Italia migliaia e migliaia di buoni Samaritani e di fratelli Maccabei. I Maccabei: come Mattatia, che fuggì sui monti, chiamando a sé coloro che ricercavano «la giustizia e il diritto», seguito dai suoi cinque figli (1Mac 2,29); così tanti assistenti e responsabili dell’Azione Cattolica seppero comprendere le necessità del tempo e scelsero di farsi ribelli, secondo le specifiche modalità determinate dalle circostanze e dal loro carattere.

Lo fecero consapevoli dei rischi che avrebbero corso. Si sforzarono, pur combattendo con le armi, di mantenersi coerenti con i principi evangelici, persino amando il nemico. Gino Pistoni accettò di morire dissanguato per stare vicino a un fascista ferito e con il proprio sangue scrisse “W Cristo re. W A.C.”. Divenne uno dei modelli per i giovani del dopoguerra. Così fu per Teresio Olivelli, Odoardo Focherini e tanti come loro. Cresciute nell’Azione Cattolica e nella FUCI, Laura Bianchini, Ida D’Este, Tina Anselmi e tante altre donne maturarono nella Resistenza un progetto di impegno politico e civile che le avrebbe portate a essere protagoniste della storia italiana.

Il meritorio portale predisposto dall’Isacem-Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI (https://biografieresistenti.isacem.it/) costituisce una preziosa raccolta dei nomi e delle vite di tanti soci e socie attivi in tutta Italia. In quel portale compaiono anche i nomi di alcuni nostri predecessori nell’Azione Cattolica Ambrosiana: Carlo Bianchi, Giuseppe Bollini, Giancarlo Puecher, Giuseppe Lazzati, Antonio Manzi, Renato Vuillermin.

Il dovere della memoria

In un’epoca dove la cronaca scavalca ogni minuto sé stessa, diventa un dovere civile e morale mantenere viva la memoria di chi si è offerto senza fare calcoli di guadagno o di consenso, talvolta fino a donare la vita.

In un mondo dove la violenza è fine a sé stessa e dove i sovranismi pretendono di far valere la legge del più forte, si ricordino gli ideali di quelle donne e di quegli uomini che operarono per realizzare il sogno di un’Italia e di un’Europa più libere, più giuste, più solidali.

L’Azione Cattolica Ambrosiana intende fare tesoro del loro lascito.

L'invito dei giovani di Azione Cattolica

Sabato 25 aprile 2026 ricorrerà l'ottantunesimo anniversario dalla Liberazione d'Italia dal nazi-fascismo. L'Azione Cattolica contribuì sia alla lotta contro il nazi-fascismo sia alla nascita dell'Italia democratica e repubblicana.

I giovani di Azione Cattolica invitano dunque tutti i soci a partecipare alle celebrazioni e alle manifestazioni che si terranno nella giornata di sabato. In particolare, invitiamo a ritrovarci come associazione e a  partecipare insieme alla manifestazione che si terrà a Milano.

Saremo presenti insieme al corteo che partirà alle 14.30 da Porta Venezia, e arriverà fino a Piazza Duomo. Sarà una grande occasione per dimostrare lo stile e il valore dell'attivismo e del protagonismo dei soci di AC.