Link: https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/testimonianze-catechiste-cresimandi-san-siro-2026-2867711.html
Radio Marconi ospiti
Share

Testimonianze

I Cresimandi verso San Siro come una grande festa

Le catechiste di alcune parrocchie sottolineano come la metafora del pranzo usata dall’Arcivescovo nella sua Lettera ha aiutato i ragazzi a cogliere il vero senso dell’Incontro diocesano in programma allo Stadio Meazza domenica 29 marzo (diretta tv e web) e soprattutto del sacramento che riceveranno durante l’anno

di Claudio URBANO

24 Marzo 2026
Alcuni ragazzi all'Incontro di San Siro del 2025 (foto Andrea Cherchi)

Sarà una grande festa della fede, quella che oltre 40 mila ragazzi di tutta la Diocesi vivranno domenica 29 marzo allo stadio di San Siro, dove arriveranno insieme ai genitori, alle catechiste, alcuni anche con padrini e madrine, per il tradizionale incontro dell’Arcivescovo con i Cresimandi: diretta dalle 15.55 su Telenova (canale 18 del digitale terrestre), su www.chiesadimilano.it e su Youtube.com/chiesadimilano.

Proprio la dimensione della festa, con la sua attesa e la sua preparazione, è infatti la chiave attraverso cui monsignor Delpini ha voluto introdurre i ragazzi al significato del sacramento che riceveranno tra qualche mese. Partendo dalla domanda rivolta degli apostoli a Gesù prima dell’ultima Cena («dove vuoi che prepariamo?»), nella sua Lettera rivolta ai cresimandi l’Arcivescovo ha utilizzato la metafora del pranzo di un giorno di festa per spiegare ai ragazzi i doni che riceveranno con la Cresima. Un paragone felice, perché aiuta a cogliere in modo gioioso il senso della Cresima, come confermano alcune catechiste. Altrimenti, nota Simona, catechista nella parrocchia milanese di Sant’Elena, «spesso si corre il rischio di vivere la festa su tutt’altro piano rispetto a quello del sacramento».

Chi invitare?

Il pomeriggio di San Siro arriverà invece come tappa importante nel percorso verso la Cresima, per molti scandito dalle attività dei 100 giorni e, appunto, dalla Lettera dell’Arcivescovo. «I ragazzi si sono quindi fermati a riflettere su chi siano le persone più care da invitare – racconta ancora la catechista -, per poi invocare il dono della Sapienza in modo da spendersi ancora di più per il loro bene».

Un esercizio fatto dai Cresimandi meditando sulle parole dell’Arcivescovo spesso anche insieme ai loro genitori. «La fede, infatti, non si vive da soli, ma è una festa condivisa con le persone amate», sottolinea Angela, catechista a Lonate Pozzolo (Zona di Varese), mentre ricorda una delle domande che hanno accompagnato i ragazzi e le loro famiglie: chi sono le persone che rendono la mia vita una festa? Come posso far sentire accolti gli altri in casa o tra gli amici?

Doni da vivere concretamente

Oppure, attraverso l’attenzione con cui ci si serve delle posate, i ragazzi hanno guardato al dono del Dominio di sé, facendo emergere esempi concreti su ciò che vivono in classe o nello sport: come vivere i propri sentimenti? Come manifestarli in modo da non ferire gli altri? «Attraverso questi esempi abbiamo mostrato loro che i doni dello Spirito non sono qualcosa di teorico, che non possiamo mai sperimentare, ma che anzi si possono vivere concretamente nella quotidianità», evidenzia Roberta, catechista della parrocchia Sacro Cuore di Busto Arsizio.

Arriveranno a San Siro anche molti ragazzi dalle zone più distanti della diocesi. È il caso del Comune lecchese di Premana, nell’alta Valsassina. «I ragazzi sanno chi è l’Arcivescovo, che è già venuto da noi più volte, anche durante l’oratorio estivo», tiene a sottolineare Ivana, loro catechista. Ma certamente «la diocesi è grande e non tutti avranno monsignor Delpini nella propria parrocchia per celebrare la Cresima – evidenzia don Gianmaria Manzotti, che segue la pastorale dei ragazzi nel Decanato di Premana e Barzio -. Andremo a Milano quindi proprio col desiderio di ascoltare le parole che monsignor Delpini donerà a tutti coloro che sono in cammino verso la Cresima».

Come un allenamento

Un cammino che certamente proseguirà anche dopo l’incontro di domenica: i cresimandi di Lonate Pozzolo, per esempio, sono invitati a pensare un impegno di attenzione agli altri da vivere in un secondo tratto di cento giorni, da luglio fino alla data della Cresima a metà ottobre, così da arrivare più “pronti” al sacramento. «Ai ragazzi – mette in luce ancora Roberta – abbiamo spiegato che il percorso che hanno già fatto, insieme alla stessa domenica di San Siro, sono come un allenamento alla vera festa della Cresima, quando verranno acclamati come “adulti” all’interno della comunità. E, dunque, saranno loro poi a scegliere, a proseguire, a essere ancor più protagonisti».