Don Vittorio Chiari se n’è andato 15 anni fa. È stato sacerdote salesiano a Milano, Reggio Emilia, Arese, Sondrio, Ferrara. Ha lavorato per i giovani e con i giovani, si è speso in progetti educativi di grande valore sociale. È stato prete, educatore, padre, fratello, scrittore, amante del teatro e dell’arte dei clown…
Per ricordarlo i Barabba’s Clowns organizzano il festival «Il campo dei miracoli», in programma dall’11 al 15 febbraio presso il Centro salesiano di via don Francesco della Torre. Ad Arese (Mi), con il patrocinio del Comune di Arese, dei Salesiani, il supporto della Cooperativa “Ci siamo”, dell’associazione “Isola delle note” e della compagnia teatrale “L’attesa” (locandina – volantino)
Il titolo del festival è un riferimento a Pinocchio, al campo degli zecchini d’oro che crescono sugli alberi e dei ladri che ti imbrogliano, il campo dell’illusione della ricchezza senza fatica. Nel “campo dei miracoli” di don Vittorio, invece, sono avvenuti miracoli, i talenti – anche se nascosti – hanno fruttato, persino il Gatto e la Volpe hanno trovato una via d’uscita, perché anche per loro c’era una Bella Notizia
Il festival è composto da diverse anime: una mostra, l’aperitivo conviviale, la Messa, uno spettacolo – testimonianza, il teatro, la musica.

La mostra
Il cortile del Centro Salesiano, così centrale nell’attività educativa, sarà abitato da «La Serra delle Parole»: installazione artistica da attraversare, ideata da Daniele Castellari con la collaborazione di Lionello Turrini e Massimo Giuggioli. I disegni sono di Roberto Abbiati e la costruzione scenica di Marco Muzzolon. Alla realizzazione collaborano i soci della Barabba’s Clowns.
In certe culture quando si pensa a una grande persona, la si paragona a un bellissimo albero, per i suoi dolci frutti, le fronde sotto cui riposare, la fioritura che emoziona. Don Vittorio è stato un grande albero che continua a elargire sapienza, speranza, amore. Quanti lo hanno conosciuto sono testimoni di un’esperienza che lascia ancora tracce. «La Serra delle Parole» è una metafora da scoprire per ritrovare sotto forma di semi, germogli, radici, foglie e frutti le parole e i gesti che hanno formato molti giovani all’ombra di un albero che si chiama don Vittorio, radicato nel mondo e con i rami protesi al cielo. Si può visitare dall’11 al 14 febbraio dalle 17 alle 21. Il giorno dell’inaugurazione del Festival, l’11 febbraio, ci saranno anche un aperitivo alle 18 e la Messa in memoria di don Vittorio alle 19, all’interno della Cappella del Centro salesiano.

Gli incontri
Durante il festival, il 12 febbraio alle 21, don Claudio Burgio e i ragazzi di Kayros diranno ancora una volta che «Non esistono ragazzi cattivi» (nel teatro del Centro salesiano – Sala Peppino Lodigiani).
Sabato 14 febbraio, alle 21, i Barabba’s Clowns rimettono in scena un loro cavallo di battaglia Gio&Na. Storie di uomini e balene, con testo di don Vittorio, replicato in 600 repliche in giro per l’Europa, questa volta in scena con la regia di Ferruccio Cainero, la consulenza per la scenografia di Marcello Chiarenza e tre attori in scena (Sala Peppino Lodigiani). Narra l’avventura di Giona, profeta mancato, convertito a Dio, ma non agli uomini, che vive un viaggio di terra e di mare.
L’associazione Isola delle note chiude il festival domenica 15 febbraio alle 21, con «Parole in musica», una lettura scenica con accompagnamento musicale di alcuni scritti di don Chiari, quest’ultimo appuntamento (Centro Civico Agorà, sala Attanasio, via Monviso).



