Una serata dedicata alla musica, in solidarietà con le vittime del popolo iraniano a seguito della violenta repressione del regime di Teheran. È l’iniziativa promossa dagli artisti del coro e dai professori del Teatro alla Scala di Milano, che mercoledì 21 gennaio suoneranno alle 19 in concerto nella Chiesa del Carmine, nel quartiere Brera a Milano.
Il programma prevede l’esecuzione di “Ave Verum” e “Lacrimosa” tratti dal Requiem di Mozart e il coro “Patria oppressa” dal quarto atto del Macbeth di Giuseppe Verdi. A dirigere la serata sarà il maestro del coro del teatro milanese, Alberto Malazzi.
L’idea dello spettacolo, realizzato a titolo gratuito, è nata su impulso di Ramtin Ghazawi, il tenore iraniano da 23 anni in Italia 23 anni prima come studente al Conservatorio di Milano, e oggi membro del coro del teatro scaligero.
L’artista è sempre stato vicino alle sofferenze dei suoi connazionali provocate dalle ripetute repressioni del regime iraniano. All’inizio delle ultime manifestazioni che si sono scatenate in Iran, Ghazawi ha ricordato in una intervista televisiva come non debba mai calare il silenzio su quanto accade nel suo Paese. «(Ci sono) 80 milioni di persone tenute in ostaggio da un regime da oltre 40 anni. C’è una guerra interna tra un regime armato fino ai denti e persone scese in piazza a mani nude e pacificamente per chiedere i loro diritti e soprattutto la loro libertà negati da 47 anni».
L’iniziativa ha subito ricevuto il sostegno del sovrintendente del teatro Fortunato Ortombina, per il quale la serata dovrà essere un «segno di solidarietà verso il popolo iraniano dopo il massacro di innocenti avvenuto durante le proteste pacifiche contro il regime islamico nel gennaio 2026, e un invito ad un momento di meditazione musicale».



