Prosegue nell’anno pastorale 2025-2026 l’itinerario di formazione sull’educazione affettiva e sessuale promosso dalla Diocesi di Milano per presbiteri e diaconi. Dopo due anni di ascolto, confronto e approfondimento, il percorso giunge alla terza tappa, dedicata in modo particolare alla dimensione comunitaria dell’educazione affettiva e sessuale e al ruolo specifico dei ministri ordinati all’interno di un’azione educativa condivisa.
L’impulso dell’Arcivescovo
L’itinerario ha preso avvio nell’ottobre 2023, quando l’Arcivescovo Mario Delpini ha espresso la volontà di affrontare con il clero il tema dell’educazione affettiva e sessuale, invitando a operare affinché «la comunità cristiana assuma la responsabilità dell’educazione affettiva e del discernimento vocazionale attraverso una pratica in cui convergono molte competenze, scelte coerenti, proposte comprensibili» (Quaderno FPC Sperare insieme, 118-120).
Nel primo anno (2023-2024), gli incontri zonali hanno favorito un ampio confronto tra presbiteri e diaconi a partire da un comune strumento di lavoro (Quaderno FPC Sperare insieme, 121-135). Le riflessioni maturate in circa settanta gruppi sono state raccolte e rielaborate in una sintesi tematica e in una lettura interpretativa condivisa (Quaderno FPC Sperare insieme, 111-117).
Riferirsi all’amore di Cristo
Nel secondo anno (2024-2025), l’Arcivescovo ha dato segno dell’ascolto di queste voci assumendo come indicazione prioritaria il riferimento all’amore di Gesù Cristo quale criterio decisivo per educare all’amore cristiano. Nei suoi interventi ha invitato a superare la contrapposizione tra eros e agape, a valorizzare l’amicizia – anche nella forma di vita celibataria – e a riconoscere con verità le proprie dinamiche affettive (Quaderno FPC Siamo vostri servitori, 80-88). Anche in questo caso, il confronto nei gruppi zonali e decanali ha restituito un quadro ricco e articolato delle domande e delle esperienze del clero (Quaderno FPC Siamo vostri servitori, 89-94).
La terza tappa: una responsabilità condivisa
Per l’anno pastorale 2025-2026 il cammino si concentra ora sulla responsabilità dell’intera comunità cristiana nell’educazione affettiva e sessuale, ponendo attenzione al coordinamento tra i diversi soggetti educativi. In primo luogo la famiglia, che «ha la responsabilità prima dell’educazione» (Quaderno FPC Sperare insieme, 118), ma anche le molte realtà presenti sul territorio che operano in ambito educativo.
In questo quadro, si intende esplicitare e valorizzare l’apporto specifico di presbiteri e diaconi, chiamati in particolare a custodire il senso cristiano dell’agire educativo – il “perché” che orienta il “come” – e ad annunciare la buona notizia della sessualità alla luce della Parola di Dio, anche grazie alle competenze bibliche e teologiche proprie del ministero ordinato. Un confronto avviato tra la Formazione Permanente del Clero e i responsabili di alcune agenzie educative ha confermato l’importanza di questo contributo.
Un incontro decanale per il discernimento
La proposta formativa di quest’anno invita le Fraternità del Clero decanali a dedicare almeno un incontro a questo tema, utilizzando una scheda predisposta che offre un percorso strutturato di preghiera, riflessione e confronto. Il lavoro è pensato a partire da casi concreti – dagli incontri di formazione al Matrimonio ai percorsi per adolescenti, fino all’accompagnamento dei genitori – per favorire un discernimento condiviso sulle competenze educative necessarie e sulle possibili forme di collaborazione tra Chiesa e territorio (consultori familiari, associazioni, insegnanti di religione, società sportive…).
La terza tappa dell’itinerario intende così sostenere il clero nel vivere l’educazione affettiva e sessuale non come un compito isolato, ma come una missione ecclesiale, affidata all’intera comunità cristiana, nella fedeltà al Vangelo e nella cura delle persone.


