Nel Consiglio pastorale diocesano intenso confronto a partire dallo strumento di lavoro ed elaborazione di proposte

di Valentina Soncini

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Sabato 23 e domenica 24 giugno si è svolta la sessione IX del Consiglio pastorale diocesano, interamente dedicata all’elaborazione di proposte sulla base dell’instrumentum laboris del Sinodo minore «Chiesa dalle genti. Responsabilità e prospettive, frutto dell’ascolto dei mesi scorsi». È stata nell’iter sinodale la sessione più importante ai fini della individuazione di indirizzi e proposte pastorali per incrementare sempre di più il nostro essere Chiesa dalle genti.

Il metodo di lavoro indicato per lo svolgimento della sessione è stato il medesimo seguito dal Consiglio presbiterale: fase di discernimento, da cui sono emerse le questioni e i temi rispetto ai quali il lavoro a gruppi è poi giunto a formulare proposte. Queste sono state successivamente presentate per essere arricchite con un ulteriore dibattito, l’esito del quale verrà consegnato alla Commissione di coordinamento del Sinodo, per essere poi riformulato in Costituzioni da approvare al termine del percorso.

I consiglieri hanno partecipato in modo intenso, con ben cinquantasei interventi nei due giorni e la formulazione di idee e proposte su undici aree tematiche, dalle cappellanie alla pastorale familiare, dall’attenzione ecumenica e interreligiosa a uno sguardo sulla dimensione sociopolitica, dalla rilevanza della vita consacrata di comunità internazionali all’attenzione alla scuola e ai giovani, dall’attenzione agli oratori alle tante azioni di carità, dal ruolo di associazioni e movimenti per una Chiesa più inclusiva e sinodale a una rinnovata attenzione al ruolo del decanato. Questo percorso è stato spesso avvertito nel confronto come stimolo a una rilettura del volto di Chiesa in un contesto di forti flussi migratori, un volto che deve nascere da una rinnovata conversione al primato del Vangelo. È stato anche colto come occasione per offrire al dibattito culturale del nostro tempo pensieri e azioni tese a edificare una società plurale e interculturale capace di esprimere reciprocità rispettosa, accoglienza non assistenzialistica, novità di approcci oltre schemi e pregiudizi abituali.

Il contesto sociopolitico entro cui è avvenuto il confronto in Consiglio – segnato dalle notizie relative ai migranti in mare – ha fatto emergere il senso di preoccupazione e insieme di responsabilità nel trattare il tema “Chiesa dalle genti”. Questa attenzione agli eventi si è espressa con il testo condiviso da tutto il consiglio con l’Arcivescovo: Inquietudine e disagio, un testo fortemente collegato ai lavori del Consiglio; una provocazione per tutti e per ciascuno a riflettere sul tema con la consapevolezza dell’urgenza del momento presente, a cui come cristiani non possiamo non cercare di dare un contributo propositivo, anche proprio tramite il Sinodo minore.

I prossimi passi ora saranno segnati dai lavori della Commissione di coordinamento, da un confronto con l’assemblea dei decani e un appuntamento congiunto di metodo tra i due Consigli nella mattinata dell’8 settembre – festa di Maria nascente, alla quale il Duomo è dedicato – per giungere poi al giorno conclusivo del 3 novembre, solennità di San Carlo. 

 

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