Malori e svenimenti sono ormai all'ordine del giorno in carrozze piene anche in luglio e agosto. Colpa delle alte temperature e dell'umidità che arriva a toccare anche l'80 per cento. Soprattutto sulla linea rossa, la più calda, perché priva di aria condizionata. Il Comitato dei passeggeri, intanto, ha inviato una missiva all'Asl con cui chiede il monitoraggio per rilevare lo stato del microclima della metropolitana. La documentazione è già stata inviata al Difensore civico. Il Comitato sta anche pensando di andare per vie legali contro l'Atm. «Le condizioni sono insopportabili. Le temperature non sono adeguate all'organismo umano», sintetizza Anna Celadin del Comitato.

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Redazione Diocesi

Malori e svenimenti sono ormai all’ordine del giorno in carrozze piene anche in luglio e agosto. Colpa delle alte temperature e dell’umidità che arriva a toccare anche l’80 per cento. Soprattutto sulla linea rossa, la più calda, perché priva di aria condizionata. Il Comitato dei passeggeri, intanto, ha inviato una missiva all’Asl con cui chiede il monitoraggio per rilevare lo stato del microclima della metropolitana. La documentazione è già stata inviata al Difensore civico. Il Comitato sta anche pensando di andare per vie legali contro l’Atm. «Le condizioni sono insopportabili. Le temperature non sono adeguate all’organismo umano», sintetizza Anna Celadin del Comitato.

di Cristina Conti

Sul metrò fa troppo caldo. Malori e svenimenti sono ormai all’ordine del giorno. Colpa delle alte temperature e dell’umidità che arriva a toccare anche l’80 per cento. Soprattutto sulla linea 1, la più calda, perché priva di aria condizionata. C’è chi preferisce andare a piedi e chi, invece, aspetta per più di mezz’ora il treno più vuoto.

«E’ più di mezz’ora che aspetto un treno in cui si possa entrare senza spingere. Sono pensionato, posso permettermelo. Ed è sempre meglio la corrente d’aria che si gode in banchina che il caldo fortissimo che si patisce quando si sale», dice Marco Livotti, pensionato. Ognuno si arrangia come può. Quel che è certo è che in una città che ha così tanto traffico non si può fare a meno della velocità della metropolitana.

Il 15 luglio 2002, durante una delle estati più calde degli ultimi dieci anni, il direttore generale dei trasporti dell’Atm, Roberto Massetti, aveva annunciato: «Entro il 2006, tutti i treni della linea 1 saranno dotati di aria condizionata». Ma non è stato così. E oggi, solo se si riesce a salire su uno dei 6 vagoni climatizzati, si riesce a salvarsi.

Il Comitato dei passeggeri, intanto, ha inviato una missiva all’Asl con cui chiede il monitoraggio per rilevare lo stato del microclima della metropolitana. La documentazione è già stata inviata al Difensore civico. Il Comitato sta anche pensando di andare per vie legali contro l’Atm. «Le condizioni sono insopportabili. Le temperature non sono adeguate all’organismo umano», sintetizza Anna Celadin del Comitato.

I passeggeri, inoltre, temono che si ripeta un’estate dal caldo soffocante come nel 2003: allora sì che i malori potrebbero moltiplicarsi a dismisura. Le carrozze sono strapiene anche nei mesi di luglio e agosto ormai. «Là sotto non si respira proprio. Alla mattina mi alzo due ore prima per riuscire a trovare i treni un po’ più vuoti. Ma alla sera dalle 6 e mezza alle 8 e mezza è un inferno. Da Loreto, dove c’è il cambio con la linea 2 a Cadorna, dove arrivano i pendolari delle Nord stiamo stretti come in una scatola di sardine. E di aria neanche a parlarne», dice Paola Cecconi, impiegata.

L’azienda, infatti, riduce orari e numero di carrozze, ma sono sempre meno le persone che lasciano il capoluogo lombardo per fare ferie di uno o due mesi.

E la città rimane sempre piena. «L’Atm aveva sottoscritto dei precisi accordi. Ma alla fine non sono stati rispettati. E chi ne fa le spese sono i cittadini. Muniti anche di un biglietto valido», aggiunge la Cgil.

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