L'arte e la musica per incontrare Dio e la sua bellezza, per cogliere il suo messaggio di salvezza, per sperimentare la sua misericordia che è per tutti, nessuno escluso

crocifisso fra gabio

La terza serata della stagione musicale “Segni di Bellezza” è dedicata alla Settimana Santa, che dopo l’Epifania e la Quaresima, rappresenta un importantissimo momento dell’anno liturgico. Scopo dell’appuntamento, come di tutta la rassegna iniziata a gennaio, è quello di aprire nuovi orizzonti nella nostra vita cogliendo l’ispirazione divina che ha condotto la mano dell’autore dell’opera d’arte raccontata e della musica ascoltata.

Giovedì 26 marzo, alle 21, nella Basilica di Sant’Eustorgio a Milano, la serata comincerà con la spiegazione del grande Crocifisso ligneo, presente in Basilica.

Fu portato in Sant’Eustorgio nel 1288 da Fra Gabio da Cremona e per questo è detto “di Fra Gabio”. Secondo gli studiosi venne dipinto dallo stesso maestro che decorò la cappella Dotto nella chiesa degli Eremitani a Padova.

In origine era collocato sopra il tramezzo, poi distrutto, che delimitava, all’interno della chiesa l’area riservata alla sola comunità religiosa. Si tratta di un rarissimo esempio di pittura su tavola duecentesca in area Milanese. L’opera di grande effetto è caratterizzata da un notevole realismo nel rappresentare  la sofferenza di Cristo e, dunque, è strettamente legata al tema della Settimana Santa, cui è dedicata la serata.

Padre Gianni Festa, Priore in Santa Maria delle Grazie a Milano, ci mostrerà la Passione che esso trasmette e proverà a farci entrare nel Mistero del triduo pasquale, tenendo fede al principio che si legge nella Costituzione Fondamentale dell’ordine Religioso dei Frati Predicatori Domenicani, cui lui appartiene, “completamente impegnato ad annunciare la parola di Dio in tutte le sue forme”.  

Oggi il dipinto, alto 460 cm e largo 280 cm, è collocato sopra l’Altare maggiore, in una posizione di visibilità unica e speciale della navata centrale della Basilica.

Alla breve esposizione, seguirà il concerto eseguito dall’orchestra sinfonica Carlo Coccia e dal complesso milanese Ars Cantica Choir, diretti da Michele Brescia. Il maestro che è anche direttore artistico della stagione, ha scelto per la serata il Requiem in do minore di Luigi Cherubini, che lo compose a Parigi nel 1815, proprio 200 anni fa.

Il concerto proverà a evidenziare la bellezza intrinseca di questa composizione, una bellezza che va cercata nei toni nobili e discreti della musica di Cherubini. Il compositore rinuncia alle voci soliste per esaltare il coro, così come anche l’orchestra manca di interventi musicali solistici di rilievo. L’essenzialità dei mezzi, però, non limita la grande forza espressiva del brano, ma anzi concorre a esprimere con struggente coerenza il sentimento dominante dell’intera composizione: la pietas, la compassione per l’umanità sofferente che eleva l’opera al di sopra della dimensione terrena.

Si tratta di una bellezza che non si impone, discreta, che desidera essere cercata, in perfetta similitudine con la bellezza divina che ha ispirato la composizione della Messa funebre.

Ancora una volta l’arte, la musica e il canto ci aiuteranno a riflettere e a meditare sui grandi temi della vita e della fede.

I prossimi appuntamenti con Segni di Bellezza sono: il 25 aprile e il 13 giugno, dedicati rispettivamente alla Vita di Santità e a Maria.   

 

 

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