Al Centro San Fedele un incontro con operatori, detenuti, ex detenuti per fare il punto sulla sperimentazione

Si è appena concluso, con il conferimento degli attestati, il primo Corso di sensibilizzazione alla mediazione comunitaria, avviato nel reparto femminile del carcere di Bollate. Si tratta della prima fase che precede l’attivazione dello sportello di mediazione tra pari, come strumento per la gestione e la risoluzione dei conflitti.

La mediazione carceraria tra pari è una pratica innovativa nata in America Latina circa dieci anni fa, nel carcere messicano di Hermosillo, dove nel 2005 i conflitti fra carcerati provocavano un suicidio alla settimana e un ferito grave ogni tre giorni. Dopo due anni di mediazione in carcere non si verificavano più morti a causa di liti.

Sulla scia dell’esperienza di Hermosillo, il Carcere di Milano-Bollate, la Fondazione Sesta Opera e l’Associazione di Mediazione Comunitaria di Genova hanno avviato una collaborazione per attivare un progetto sperimentale.

Di questo si parlerà sabato 25 febbraio, dalle 9 alle 12.30, nella Sala Ricci del Centro San Fedele (piazza San Fedele 4, Milano), durante l’incontro di Sesta Opera San Fedele onlus, in collaborazione con Caritas Ambrosiana e Seac, nell’ambito del ciclo “Sesta opera di misericordia: visitare i carcerati”. Un’occasione per fare il punto sul progetto pilota di Bollate, sentire le prime impressioni degli operatori e le testimonianze delle detenute coinvolte.

L’introduzione di tale modello di gestione e risoluzione dei conflitti comprende metodologie di mediazione associativa, strategia di pacificazione e riabilitazione preventiva tramite lo sviluppo di abilità pro-sociali, al fine di favorire la convivenza pacifica all’interno del centro penitenziario e coadiuvare il processo di riabilitazione e reinserimento delle persone private della loro libertà.

«In fondo il carcere abbandonato a se stesso corre il grosso rischio di essere solo un costo – ricorda Guido Chiaretti, presidente di Sesta Opera SF -. Solo con un reale ed efficace processo di accompagnamento delle persone limitate nella libertà è possibile renderlo utile abbattendo la recidiva, e quindi rendendo più sicura la nostra società, come dimostra l’esperienza di Bollate».

Il corso è aperto a quanti desiderano impegnarsi in questo volontariato e agli operatori già operativi di tutte le associazioni di volontariato penitenziario. Il contributo alle spese è di 40 euro. Iscrizione a partire dalle 8.45 in sede

Info: tel. 02.86352.254 (lun-ven, 9.30-12.30); sestaopera@gesuiti.it

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