Fede, arte e natura si mescolano in un itinerario che vuole promuovere il patrimonio ecclesiastico tra Parco Agricolo Sud e Parco del Ticino. Il valore culturale dell'iniziativa è stato riconosciuto dal Consiglio d'Europa

di Massimo PAVANELLO
Responsabile Servizio per la Pastorale del turismo e i pellegrinaggi

Abbazia

Si potrebbe anche sintetizzare: 100 monaci in 100 km. Tanti sono infatti i religiosi – frati, suore, preti, consacrati… – che in totale abitano le strutture messe in rete dal progetto de “La Strada delle Abbazie. Fede, arte e natura nella Grande Milano”. Per un tracciato che supera di poco, appunto, il chilometraggio rotondo.

L’obiettivo del progetto è quello di promuovere il patrimonio ecclesiastico tra Parco Agricolo Sud e Parco del Ticino. Sette sono i luoghi individuati: San Lorenzo in Monluè, Chiaravalle, Viboldone, Santa Maria in Calvenzano, Mirasole, Morimondo, San Pietro in Gessate. A Chiaravalle, poi, il circuito è intersecato dall’itinerario del “Cammino dei Monaci” – anch’esso partecipe al progetto generale – che da Milano si snoda verso Melegnano seguendo il torrente Vettabbia. Il sistema locale è inserito all’interno degli itinerari culturali riconosciuti dal Consiglio d’Europa ed è già percorribile in queste domeniche estive. La presentazione ufficiale però avverrà attraverso una grande festa il prossimo 1° settembre. In quel giorno ogni abbazia proporrà un nutrito programma di attività in sintonia con la propria specifica vocazione spirituale e territoriale.

Non mancherà tuttavia un momento comune. La sera di sabato 31 agosto, in Santa Maria in Calvenzano a Vizzolo Predabissi, sarà proposta infatti la trasposizione musicale del testo L’uomo che piantava gli alberi, di Jean Giono. Lo spunto per questo spettacolo, che motiva anche la data scelta per vivere una domenica immersi nella natura, è dato dalla coincidente VIII Giornata per la salvaguardia del creato, dal titolo “La famiglia, speranza e futuro per la società italiana”. Un’occasione per ricordare come la cultura della custodia si apprenda in famiglia e si fondi sulla gratuità, sulla reciprocità e sulla riparazione del male. Il progetto si avvale di diverse competenze e partner, coordinati dal Settore Turismo della Provincia di Milano, con la collaborazione del Servizio per la Pastorale del turismo e i pellegrinaggi dell’Arcidiocesi ambrosiana.

Esso trova aggancio pieno infine con l’Expo e la sua mission. Le abbazie, infatti, non sono solo capolavori artistici, ma hanno avuto – e hanno tuttora – un ruolo determinante nello sviluppo dell’agricoltura e nel disegno del paesaggio. Basti pensare che lo specifico dei siti in oggetto è quello di essere tutti ancora chiostri abitati, cioè vivi all’interno e portatori di vita sul territorio. Come avverrà pure a Mirasole che, dopo secoli, tornerà a ospitare una famiglia religiosa, quella dei canonici premostratensi.

Info: www.stradadelleabbazie.eu.

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