Il Vicario episcopale monsignor Luca Bressan sottolinea il significato della partecipazione della Diocesi attraverso la Caritas e altre iniziative in via di definizione: « Faremo in modo che tutto il territorio si lasci attraversare dall’evento e allo stesso tempo lo nutra con la sua storia, fede e preghiera»

di Pino NARDI

«Il progetto Caritas è uno dei modi con cui la Chiesa intende essere presente all’interno di quel grande evento comunicativo che sarà l’Expo». Lo afferma monsignor Luca Bressan, Vicario episcopale per la Cultura, la carità, la missione e l’azione sociale. Un progetto che vedrà nei prossimi mesi la Chiesa ambrosiana in prima linea nella definizione di ulteriori iniziative, coordinate da monsignor Erminio De Scalzi, Vicario episcopale per gli Eventi e gli incarichi speciali.

Monsignor Bressan, è dunque significativa questa proposta della Caritas…
Sì, perché è la prima volta che in un’Esposizione universale viene ammessa la società civile, le organizzazioni non governative. Di solito c’erano solo gli Stati che potevano esporre. L’altro aspetto è che la Caritas non avrà uno stand, ma organizzerà eventi che attraverseranno i vari spazi espositivi delle Nazioni: questo permette di far vedere come la carità, e quindi la fede che la genera, possa dialogare con eventi comunicativi all’interno dei vari Stati. Saremo presenti anche in aree dove il cattolicesimo è minoritario, come i Paesi islamici e il mondo asiatico. Attraverso le opere caritative potremo portare eventi che suscitino dibattito e che facciano pensare.

Come si sta muovendo la Diocesi di Milano?
Come tradizione la Santa Sede sarà presente con un suo padiglione, che sta cominciando a organizzare. Ci ha chiesto di pensare insieme anche gli eventi che caratterizzeranno il padiglione per sottolineare che il tema ci tocca da vicino. La Chiesa vuole essere presente, perché ha tutta una dimensione antropologica: l’uomo vive non di solo pane come dice Gesù, quindi tutto il problema del nutrire la cultura, la mente, lo spirito. La Diocesi vuole organizzarsi per creare la "dimensione culturale" dell’evento, far vedere come noi nutriamo il mondo, come l’uomo è nutrito dalla fede. Faremo in modo che tutto il territorio diocesano si lasci attraversare dall’evento e allo stesso tempo nutra l’evento con la sua storia, fede e preghiera. Ci saranno grandi feste. Inoltre il Corpus Domini cadrà all’interno dei sei mesi dell’Expo. Da approfondire anche il tema dell’energia per la vita, cosa vuol dire pensare oggi all’identità dell’uomo, come essere uomini insieme, la solidarietà.

Come procederà il lavoro nei prossimi mesi?
Da settembre in poi la Diocesi intende ragionare, anche il cardinale Scola darà indicazioni. Con il programma Caritas si apre perciò una serie di iniziative: poi ce ne saranno altre, integrando questo calendario con gli altri eventi.

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