Nell’ambito del progetto del Centro Asteria “Il silenzio e la parola”, testimonianza sulla lotta contro la mafia. Introduce e modera padre Bartolomeo Sorge.

Rita Borsellino

Lunedì 16 marzo, alle 10, al Teatro degli Arcimboldi (viale dell’Innovazione 20, Milano), nell’ambito del progetto culturale/educativo “Il silenzio e la parola”, il Centro Asteria propone un incontro-testimonianza sulla lotta contro la mafia con Rita Borsellino.

Su “La mafia si deve combattere anche in Europa” introduce e modera padre Bartolomeo Sorge. Intervengono Filippo Del Corno, assessore alla Cultura del Comune di Milano, e David Gentili, presidente della commissione consiliare Antimafia del Comune di Milano.

L’iniziativa fa parte di un itinerario culturale, ideato e realizzato dal Centro Asteria, dedicato in particolar modo agli studenti di scuole superiori, con testimonianze, spettacoli, conferenze multimediali, proiezioni cinematografiche.

«Quel giorno ha cambiato inesorabilmente la mia esistenza. Ho appreso dalla televisione ciò che era successo nella via in cui abitavo con mia madre e mentre mi ci recavo, mi stupivo del fatto che tutto nel paesaggio siciliano fosse rimasto immutato. Come se la morte di quel fratello, che io consideravo inattaccabile, dovesse provocare un cataclisma. Solo una volta arrivata in via D’Amelio, tra i pianti e la disperazione della gente, mi sono resa conto davvero di cosa era accaduto. In quel momento ho acquisito una consapevolezza che prima non avevo e mi sono sentita come se stessi nascendo di nuovo». Quel giorno era il 19 luglio 1992.

Da allora Rita si sente erede di un mandato: continuare l’impegno contro la mafia. Dal 2009 è eletta Europarlamentare; lavora intensamente nella commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e nella commissione speciale europea contro la criminalità, la corruzione e il riciclaggio. Nel 2013 davanti alle imminenti elezioni dichiara: «La mia esperienza di parlamentare europeo finisce qui. Non mi ricandiderò». L’annuncio viene dato in occasione della intitolazione di un’aula della Commissione europea ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. «Lascio questo ruolo con rimpianto – sottolinea -. Posso dire che è stato un bel lavoro. E oggi l’intitolazione dell’aula ai due giudici arriva come un importante riconoscimento. La loro vita e la loro esperienza sono servite a cambiare il modo di organizzare le strategie contro il crimine organizzato. Lo dimostra anche il lavoro svolto dalla commissione speciale europea contro la criminalità, la corruzione e il riciclaggio nel suo anno e mezzo di vita».

Per il futuro Rita Borsellino assicura che continuerà a svolgere lo stesso impegno con il Centro studi e documentazione “Paolo Borsellino” che ha fondato e di cui è presidente onorario, occupandosi di scuole e di territorio perché proprio nell’educazione individua un fattore strategico di crescita civica, umana e culturale indispensabile per il superamento della subcultura mafiosa.

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