La proposta per l'oratorio 2022-2023 è SOSTARE CON TE. Presentiamo lo slogan e il logo offrendo i primi spunti per impostare il lavoro educativo in oratorio. L'anno oratoriano si fonda sulla lettera pastorale «Kyrie, Alleluia, Amen» del nostro Arcivescovo Mario Delpini. Pregare per vivere è l'atteggiamento dei discepoli del Signore che vogliamo insegnare anche ai ragazzi e alle ragazze che frequentano l'oratorio. Altri dettagli della proposta saranno inviati in agosto con il n. 6 de Il Gazzettino della FOM.


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«Insegnami a pregare» è la domanda, più o meno esplicita, che i ragazzi e le ragazze in oratorio rivolgono alle loro comunità educanti. È la domanda di chi vuole imparare a essere discepolo e chiede al suo Maestro come si fa. Nel Vangelo è questo che hanno domandato i discepoli vedendo Gesù pregare.

Noi che cosa risponderemo ai ragazzi?

Forse diremo loro di fermarsi un attimo e di seguirci nella cappellina dell’oratorio e in chiesa. Entreremo insieme e inviteremo tutti a una sosta. Indicheremo un volto, quello del Crocifisso. Diremo che in quel momento e in quel luogo, il Signore è presente, nell’Eucaristia e nella sua Parola e anche nel nostro radunarci insieme «perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18, 20). Poi, quando dovremo pregare insieme, chiameremo Dio con il nome di “Padre…

 

A pregare così lo abbiamo imparato da Gesù, il Figlio di Dio venuto nel mondo, dal suo modo di pregare e da tutto quanto ci ha insegnato nel Vangelo, in riferimento al dono che abbiamo avuto del suo Spirito, per cui Dio ci è diventato così familiare e intimo da poterlo chiamare appunto con il nome di “Padre”.

La preghiera cristiana è fermarsi per incontrare Dio e chiamarlo Signore, Padre, Maestro, Amico, Fratello.

 

 

Sostare con te
è la preghiera cristiana

La preghiera cristiana è sempre una preghiera “con” Qualcuno, vissuta nella reciprocità come in un dialogo, non è ripiegarsi su se stessi ma rivolgersi all’Altro con una fiducia aperta, spontanea e totale ed è mettersi in ascolto, sfruttando il silenzio e lasciandosi guidare dalla voce dello Spirito Santo che prega in noi e per noi. È una preghiera “consia nella sua forma personale sia in quella comunitaria. I cristiani pregano da soli “nella loro stanza” e insieme agli altri, nelle case e nelle chiese, in oratorio o in ogni luogo dove possono ritrovarsi, celebrando e cantando, dando lode a Dio, chiedendo perdono e mettendosi in ascolto, invocando il suo nome per chiedere aiuto o ringraziandolo per i suoi immensi doni.

 

Ci sembra appropriato che lo slogan di questo anno oratoriano 2022-2023 sia “Sostare con te”, chiedendo a ragazzi e ragazze di lasciarsi immergere dalla vita dello Spirito, trovando spazi e tempi di preghiera da vivere con costanza e attenzione, partecipando alla preghiera della comunità e alla vita dei sacramenti.

 

Diremo ai più giovani che pregare serve per vivere, che è qualcosa di «irrinunciabile come l’aria per i polmoni» (Mario Delpini). Lo è per non essere soli nel cammino, per orientare le proprie scelte e crescere come discepoli di Gesù, perché siamo chiamati a questo.

 

“Sostare con te” è l’atteggiamento di chi si ferma e si lascia immergere dalla luce dello Spirito e lascia che sia Lui a entrare nelle trame della vita per darle la linfa, così come un albero con il tronco e i suoi rami.

 

 

Il logo Sostare con te

Il logo dell’anno oratoriano mostra questo atteggiamento della sosta, sapendo che tutto attorno c’è la vita, con le sue gioie, i suoi momenti di crescita e le sue preoccupazioni, la sua bellezza e la sua intensità. Quella vita, che è come un grande albero, viene alimentata dallo Spirito Santo, rappresentato da un bianco intenso che sostituisce tronco e rami e che ricorda le “vesti bianchissime” di Gesù nella Trasfigurazione (cfr. Mc 9, 2-3).

 

Crediamo che uno dei modi più efficaci per insegnare l’arte della preghiera sia “Sostare con te”, dove il con indica anche la relazione educativa. “Sostare con te” suggerisce lo stile dell’educatore e dell’educatrice che pregano insieme ai ragazzi, trovano occasioni per condividere momenti e spazi di preghiera, in cui, appunto, i più grandi pregano con i più piccoli, unendo la loro preghiera come se fosse la stessa, così come le due mani dell’educatrice e del ragazzo nel logo si toccano formando insieme delle “mani giunte”. Pregando insieme i più piccoli imparano dai più grandi lo stile della preghiera cristiana.

 

Nel prato sottostante si vedono le tre parole chiave della proposta pastorale così come ce le ha presentate il nostro Arcivescovo Mario Delpini: «Kyrie, Alleluia, Amen».

Saranno il nostro riferimento per una preghiera che coinvolge tutti i percorsi e le attività dell’oratorio e ci invita a professare la fede (Kyrie), a cantarla (Alleluia) e a metterla in pratica nelle scelte della vita (Amen).

 

 

Preghiera dei ragazzi
Preghiera vocazionale

La missione dell’oratorio a ospitare tutti, nessuno escluso, si associa alla necessità di accompagnare ciascun ragazzo o ragazza a crescere sempre più consapevole delle proprie scelte e ad accogliere la proposta del Vangelo. La vocazione di ciascuno degli “ospiti” dell’oratorio a essere discepolo del Signore ci interpella a trovare strade e cammini sempre nuovi: è quello che stiamo facendo, ad esempio, proponendo le nuove modalità per vivere la pastorale dei preadolescenti e soprattutto la nuova pastorale degli adolescenti che presenteremo a settembre 2022.

 

La proposta “Sostare con te” si inserisce nella logica dell’accompagnamento e propone la preghiera cristiana come elemento centrale per la crescita dei ragazzi. È sempre stato così in oratorio. La vita dell’oratorio è sempre stata scandita dalla preghiera. Quest’anno ci fermiamo a verificare e a sperimentare come la nostra modalità di pregare in oratorio e con i ragazzi corrisponda al modo che abbiamo imparato dal Signore Gesù e che ci ha consegnato, insegnandoci a pregare.

 

Chiederemo ai ragazzi innanzitutto di stupirsi della chiamata che hanno ricevuto a essere discepoli di Gesù, così come lo sono stati i primi discepoli chiamati direttamente da Lui.

 

Questi discepoli si sono meravigliati di come Gesù pregasse, della sua relazione così intima e personale con il Padre, di come la sua preghiera fosse il motore delle sue scelte e della sua scelta fondamentale, della sua vocazione, che lo ha portato ad andare a Gerusalemme per vivere la sua Passione. Le preghiere sul monte, le preghiere “in disparte”, quelle fatte prima di un segno o di un miracolo, la preghiera nell’orto degli ulivi possono indicare anche ai ragazzi il modo di pregare e, soprattutto, perché si prega.

 

«I discepoli di Gesù intendono la vita come una vocazione e ricevono dal mistero celebrato, dalla Parola proclamata e dalle confidenze segrete che lo Spirito fa risuonare nella preghiera personale la rivelazione che la vita non è un caso, non è un destino, non è una disgrazia, ma la vocazione a essere figli nel Figlio, santi e immacolati al cospetto di Dio nella carità» (Mario Delpini, Kyrie, Alleluia, Amen, Proposta pastorale per l’anno 2022-2023, p. 45).

 

La vocazione di ciascuno lo apre a una vita vera e a una gioia piena. Conoscere se stessi è mettersi in relazione con l’Altro che ti chiama. “Sostare con te” diventa allora indispensabile per chi sta crescendo e cercando un senso e una direzione.

 

Fare a meno della preghiera significa “staccare la spina” e il collegamento con quella linfa vitale che ci permette di fare della vita una risposta.

 

L’obiettivo è di costruire percorsi di crescita per cui ogni ragazzo o adolescente o giovane riesca a dire: «Signore che cosa vuoi che io faccia?», in una docilità che diventa azione nel mettere in pratica, secondo la propria personale inclinazione, il comandamento dell’amore.

 

Dovremmo vigilare e costruire occasioni affinché il dialogo con Gesù e la sua Parola sia per i ragazzi e le ragazze un cammino di crescita vocazionale.

 

 

Oratorio
Casa e scuola di preghiera

Dove i ragazzi e le ragazze oggi possono imparare a pregare? Con chi e grazie a chi? La scelta dell’anno oratoriano 2022-2023 “Sostare con te” impegna con più determinazione l’oratorio a farsi carico dell’educazione alla preghiera che non può svolgersi se non in un ambiente familiare. L’oratorio è questo ambiente, dove la confidenza e la familiarità sono di casa, fra le figure educative e i ragazzi. L’esperienza dell’animazione, del gioco, dei laboratori, dei progetti formativi non fanno che alimentare il clima di familiarità per cui l’oratorio è “casa”.

Dentro questo contesto possiamo insegnare a pregare, sapendo che forse nessun altro lo farebbe al posto nostro. Non è detto che nelle loro case i ragazzi preghino, non dobbiamo darlo per scontato. Spesso i genitori non ritengono che insegnare a pregare caratterizzi la loro missione, talvolta sono i nonni ad assumere quel compito, ma ciò fa sì che verso la preadolescenza alcuni possano ritenere la preghiera un atteggiamento infantile.

Eppure, la preghiera – e soprattutto lo stile della preghiera cristiana – ha bisogno di essere insegnata, attraverso una trasmissione da adulto a bambino o a ragazzo che è possibile solo in un clima di confidenza, fiducia, rispetto reciproco. L’oratorio oggi dovrebbe assumersi questo compito.

 

 

Una sosta ospitale

“Sostare con te” è un invito a vivere l’esperienza dell’oratorio come “oasi ospitale” in cui i ragazzi e le ragazze possano fermarsi e sperimentare i benefici dell’informalità, fatta di gioco, amicizia, allegria e spontaneità. Ci impegneremo affinché la sosta dei ragazzi in oratorio sia sempre vissuta in compagnia, non solo “fra pari” ma anche e soprattutto con qualche figura di riferimento che, grazie all’animazione, possa costruire un dialogo. Nonostante l’oratorio sia aperto a tutti e offra opportunità per il divertimento non è però un “parco giochi”. La differenza la fanno la possibilità di incontrare figure educative e una comunità educante che si prenda a cuore la vita di ciascuno, insieme all’opportunità di vivere proposte che impegnano a realizzare esperienze di diverso tipo, sempre con un chiaro riferimento evangelico.

 

 

Sostare con te
e andare

Sostare con Gesù ci aiuta a stare con gli altri. La sosta è sempre preludio di nuovi incontri e di un invio. La Missione è la vita naturale del discepolo del Signore, del cristiano che, anche se prega per se stesso, lo fa per affidare la propria vita e le proprie scelte al Padre. La sosta nella preghiera dilata il cuore e ci permette di preoccuparci della vita delle persone che ci sono accanto, dei dolori e delle sofferenze altrui, dei disastri e delle difficoltà che ci sono nel mondo. La sosta nella preghiera ci impegna a chiedere il dono della pace, ad esempio, e a lavorare per costruirla, anche nei nostri ambiti di vita. “Sostare con te” ci porta anche a gioire della vita, a condividere la gioia con gli altri, ad accorgerci della bellezza che abbiamo intorno e a moltiplicare sentimenti di perdono, rispetto, accoglienza.

La preghiera ci prepara così alla vita e ci fa vivere così come vivrebbe Gesù, così come vorrebbe che noi vivessimo.

La preghiera più alta nella quale impariamo a vivere è la Messa. Per questo l’invito rivolto ai ragazzi a partecipare alla sosta settimanale dell’Eucaristia in quest’anno si farà ancora più pressante e insistente. Mentre Gesù nella Messa consegna la sua vita, anche noi possiamo imparare a consegnare la nostra; mentre si fa nutrimento per noi, riceviamo la forza per compiere il cammino da percorrere nel quotidiano. Dopo una sosta con il Signore, tutto diventa nuovo e la prospettiva della vita cambia e ci manda, pronti a servire.

 

 

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