Èoratorio ha avviato la fase della progettazione e cerca oratori disponibili a sperimentare percorsi concreti che tocchino diversi ambiti progettuali tra i quali l’ambito dell’inclusione e della disabilità. L’obiettivo non è limitarsi a semplici azioni mirate, pur lodevoli, ma costruire ambienti ancora più inclusivi perché capaci di interagire con la quotidianità di chi convive con una disabilità. Possiamo così con una progettazione efficace essere capaci di accompagnare ragazzi e giovani con disabilità nella crescita, nelle relazioni, nella fede e, dove possibile, anche nell’orientamento allo studio, nelle relazioni, toccando ambiti come lo sport, lo studio, l'avviamento al lavoro. In questa fase del progetto Èoratorio, offriamo dunque di avviare un percorso di discernimento e ricerca che renda l’oratorio sempre più luogo di comunità per tutti. Per avviare insieme percorsi di inclusione in oratorio scrivere a inclusionefom@diocesi.milano.it. Per tutti i progetti di Èoratorio scrivere a fom@diocesi.milano.it
L’attenzione all’inclusione dei ragazzi con disabilità nei nostri oratori non è certo nuova. Ma sempre più cresce la consapevolezza che siamo chiamati a curare non soltanto alcuni momenti, come il catechismo o l’oratorio estivo, ma che l’accoglienza si può vivere anche nella quotidianità. Proprio per questo da circa due anni la FOM ha avviato il Tavolo Inclusione, con l’obiettivo di mettere a disposizione di ciascun oratorio gli strumenti grazie ai quali le proposte della comunità possano essere davvero per tutti, creando appunto un ambiente inclusivo per ciascun ragazzo ma anche per le loro famiglie. Èoratorio vuole essere l’occasione per invitare gli oratori a fare un passo in più anche in questa direzione. Continuando a impegnarsi nella dimensione della quotidianità, certamente, ma anche puntando ad accompagnare i ragazzi con disabilità almeno in una parte del loro progetto di vita, sia che si tratti del tempo libero sia che si guardi all’avvicinamento al mondo del lavoro o al tema della casa.
Alcune esperienze sono già state vissute con successo, altre stanno crescendo mese dopo mese, altre ancora si possono progettare. Jessica Mattarolo, referente della FOM per l’Area disabilità e inclusione, ci spiega cosa è stato fatto fin qui e, soprattutto, quali passi si possono fare con il proprio oratorio se si vuole lavorare sul piano dell’inclusione.
Jessica Mattarolo – Avere uno sguardo pastorale significa non solo offrire una proposta legata all’ordinarietà e alla dimensione della fede, ma anche accompagnare i ragazzi nella totalità della loro persona, rispondendo non solo alla disabilità ma guardando alla completezza della loro vita. Su questo piano abbiamo raccolto anche le domande e le critiche di tante famiglie, che spesso si chiedono: “nostro figlio, nostra figlia con disabilità entra in oratorio, vive un pezzetto dell’esperienza. Ma poi dov’è la comunità?” Da una parte, quindi, gli oratori possono lavorare sull’ordinarietà, guardando soprattutto ai momenti caldi dell’anno, come l’oratorio estivo; dall’altra proprio lo spazio di progettualità di Èoratorio ci dà la possibilità di guardare oltre, di metterci in rete con le famiglie e di ragionare insieme a loro su come la comunità cristiana possa affiancare i ragazzi almeno in un “pezzo” del loro progetto di vita.
Si può già prendere ispirazione da alcune esperienze. Tra le “buone pratiche” studiate da Èoratorio abbiamo raccontato la vacanza al mare vissuta quest’estate da alcuni ragazzi dell’oratorio di Missaglia insieme ai ragazzi disabili dell’associazione Fede e Luce. A Cantalupo, vicino a Legnano, i ragazzi dell’oratorio sono una presenza costante nella “Casa di Mario”, una villetta che proprio il suo proprietario in carrozzina, Mario, insieme ai genitori hanno deciso di aprire alla comunità in modo da costruire progressivamente una possibilità di vita in autonomia anche per altri giovani con disabilità. A Nerviano, invece, alcune famiglie si sono riunite nell’associazione Abilmente, con l’obiettivo che i loro figli possano esprimere appieno le proprie capacità anche partecipando al mondo del lavoro. È già stata avviata la collaborazione con un’azienda del territorio, mentre proprio l’associazione Abilmente e l’oratorio di Nerviano, con i loro educatori, affiancheranno in azienda le persone con disabilità, supportandole non tanto nelle mansioni lavorative quanto sul piano emotivo e relazionale, ovvero dove l’azienda spesso non riesce ad arrivare.
Molte, dunque, le strade che si possono esplorare. Ma c’è tanto che si può fare anche restando all’esperienza più strettamente oratoriana, magari partendo proprio dalla sollecitazione di alcune famiglie o da quanto si è già sperimentato accogliendo qualche ragazzo con una particolare fragilità. Ancora Jessica Mattarolo ci guida nei passaggi di una possibile progettazione, con l’avvertenza che, naturalmente, non c’è un percorso predefinito, ma che questo si costruirà insieme all’oratorio stesso, a partire dal bisogno si vorrà affrontare.
Jessica Mattarolo – Pensando alla preparazione di un oratorio estivo, partiremo certamente da una mappatura di quanto rilevato nell’anno precedente, quando magari l’oratorio ha già accolto alcuni ragazzi con disabilità, ed è stata affrontata qualche difficoltà, anche di tipo pratico. In base alle necessità riscontrate servirà ad esempio capire se si può allargare la rete di sostegno, fino ad arrivare ad una progettazione in collaborazione col territorio: interpellando quindi gli assistenti sociali, i Comuni, verificando la possibilità di accedere a sussidi o di coinvolgere educatori specializzati. A fianco di questo lavoro di rete arriveremo quindi a organizzare un percorso di formazione durante l’anno, per arrivare all’oratorio estivo con tutte carte pronte.
Oltre alle questioni pratiche cui si può intervenire, non meno importante è, infatti, lo sguardo della comunità al mondo della disabilità, l’attitudine a rapportarsi con una dimensione che per molti aspetti può anche spaventare: «non so come si fa», è spesso la difficoltà espressa dagli animatori. Anche su questo punto ci orienta Jessica Mattarolo, spiegando che l’obiettivo non è diventare specialisti, ma iniziare a sperimentare un contatto diretto con il mondo della disabilità.
Jessica Mattarolo – Per gli animatori l’obiettivo è soprattutto prepararsi a una situazione diversa, allenandosi ad allargare lo sguardo. Il primo passo è portare i ragazzi a raccontare cos’è la disabilità per loro, e prenderne così consapevolezza. Si inizia mettendo al centro i propri dubbi e i propri limiti; e non bisogna, per forza, dire che va tutto bene. Ma si mettono in comune anche le capacità che ciascuno può portare. Animatori e responsabili non dovranno dunque trovare una soluzione a tutto, anche perché, naturalmente, si impara a rapportarsi con la disabilità in modo graduale. Ma, in vista ad esempio dell’oratorio estivo, nel gruppo degli animatori ci si può confrontare su come poter gestire possibili situazioni o comportamenti di ragazzi disabili.
Per gli oratori l’invito, quindi, è iniziare sperimentando un contatto diretto con il mondo della disabilità, a partire proprio dagli stimoli che ci arrivano dai ragazzi e dalle famiglie. In questo, il più ampio programma di È oratorio può diventare l’opportunità anche per una progettazione più strutturata, affiancati dagli educatori della FOM.
Ma in oratorio possiamo iniziare ad “allenarci” all’accoglienza anche se non abbiamo ancora incontrato un bisogno o una richiesta esplicita di un ragazzo con disabilità. Proprio nell’ottica di chi, come ci spiegava sempre Jessica Mattarolo, vuole prendersi cura dei ragazzi non solo per un loro bisogno specifico ma guardando alla completezza della loro persona.
Jessica Mattarolo È bello che, sempre di più, le famiglie portino i loro figli in oratorio: significa che sta maturando la consapevolezza che anche per i ragazzi con disabilità la vita è piena nella risposta a tutti quei bisogni che potremmo definire “secondari” rispetto a quelli pratici e di assistenza, dalle relazioni alla fede. Dimensioni che rendono ricca la vita, a prescindere dalla condizione di disabilità. Anche l’oratorio, quindi, non si occuperà della loro partecipazione al catechismo, o all’estate, nella logica di chi risponde a un bisogno. Ma con lo sguardo di chi li accompagna nella crescita, così come avviene per tutti gli altri ragazzi.
Il Gazzettino della FOM – numero speciale dedicato a Èoratorio
Linee progettuali, finalità, composizione (pdf)
Èoratorio, significato, slogan e logo (pdf)
Slide di presentazione (pdf)
Video di presentazione (Youtube)
Leggi l’articolo sulla presentazione del progetto (Chiesadimilano.it)


