A Pasqua sentiamo lo slancio vitale del Signore Gesù che ha dato la sua vita per noi ed è risorto per offrirci una vita nuova. Siamo colmi della vita del Risorto. Per questo siamo pronti a farci avanti con una nuova vitalità che nasce dall'incontro con Gesù e dalla condivisione del cammino che segue la sua direzione nel mondo. A Pasqua rinnoviamo l'impegno di educare insieme, stringendoci nella corresponsabilità per costruire oratori sempre più capaci di trasmettere uno stile di gioia, di pace, di perdono, di prossimità e accoglienza, perché è questo che impariamo dal Vangelo e dalla presenza viva del Risorto in mezzo a noi.


È Pasqua. Oggi incontriamo il Signore Gesù risorto, vivo, presente. È Lui che prende l’iniziativa, è Lui che si fa avanti per primo nel dono di una vita nuova e ci apre una strada che ci rende autenticamente vivi! È Gesù che ci viene a cercare per donarci la sua pace. Stiamo imparando che, lasciandolo fare, possiamo imparare a guardare la vita in modo diverso, possiamo imparare a credere e sperare e possiamo sentirci davvero liberi.

Lasciamo allora che il Risorto entri nella nostra vita e nella vita dei ragazzi e ragazze a noi affidati. Lasciamo che ci raggiunga là dove siamo e apra a tutti noi una strada nuova. Gesù è vivo, adesso. E se è vivo, allora cambia il modo di vivere, di educare, di stare insieme.

Abbiamo attraversato la Quaresima lasciandoci guidare da un invito semplice e decisivo: “Fatti avanti insieme a me”. È stato un cammino che ha provato a cambiare lo sguardo. Abbiamo imparato, passo dopo passo, che il primo a farsi avanti è il Signore. È Lui che guarda, chiama, perdona, rialza, dona la vita. Ora, nella Pasqua, tutto questo raggiunge il suo compimento: il Crocifisso è il Risorto, e la sua vita non appartiene al passato, ma al presente.
Per questo oggi il Risorto ci dice: fatti avanti, vivi. Non restare fermo, non rimandare, non trattenere la vita. Vivi davvero, con tutto quello che sei, dentro la realtà che ci è data.

 

Vivi in un oratorio vivo

Questo annuncio di vita interpella direttamente il cuore della nostra esperienza di oratorio. L’oratorio esiste per questo: perché i ragazzi possano incontrare il Risorto. In oratorio i ragazzi e le ragazze incontrano una vita che prende forma in una comunità, fatta di relazioni vere e di adulti che provano a vivere ciò che annunciano. In questo tempo pasquale che inizia, dentro la proposta Fatti avanti, possiamo porci alcune questioni decisive che riguardano il nostro modo di testimoniare la gioia del Risorto, per capire e verificare che cosa l’oratorio fa trasparire della vita del Risorto. Se Gesù è vivo, allora deve vedersi nella qualità delle relazioni, nella nostra capacità di accoglienza e ospitalità, nella pazienza educativa, nella fedeltà quotidiana agli impegni presi nei confronti dei ragazzi. Deve vedersi nella gioia che non cancella la fatica, ma la attraversa, senza soccombere.

In un tempo in cui molti ragazzi e adolescenti non credono o non comprendono fino in fondo ciò che vivono, non possiamo limitarci a spiegare. Siamo chiamati a testimoniare. E la testimonianza più convincente è una vita che lascia trasparire che incontrare Gesù rende più umani, più liberi, più capaci di amare. La proposta “Fatti avanti” ci ricorda che il Vangelo è una vita nuova che nasce dall’incontro con Gesù e che prende forma dentro una comunità in cui impariamo ad amarci gli uni gli altri e ad amare persino i nostri nemici. Questa vita nuova non si impone, non appesantisce, non costringe nessuno: si offre, si rende visibile, si propone con discrezione e con forza insieme, attraverso una comunità che sa condividere responsabilità e progetti.

Il Risorto ancora una volta ci affida i ragazzi e le ragazze che incontriamo, e nello stesso tempo ci libera dall’ansia di dover essere noi a cambiare tutto. È Lui che guida, è Lui che precede, è Lui che opera nei cuori delle persone. A noi è chiesto di stare nella sua direzione, cioè restare nella sua scia; di non perderlo di vista; di non prendere altre strade diverse dalla sua.
Questo chiede fiducia, ma anche vigilanza. Fiducia, perché non siamo soli nella sfida educativa. Vigilanza, perché possiamo facilmente scivolare in uno stile che non è il suo, fatto di prestazione, di controllo e di ricerca di risultati immediati.

 

Vivi lo stile della pace e della gioia

Il Risorto ci dona il suo Spirito e con esso ci affida uno stile. È lo stile della pace, in un mondo attraversato da conflitti e divisioni; è lo stile del perdono, in un tempo segnato da durezza e chiusure; è lo stile della gioia, in una cultura spesso segnata dalla tristezza e dalla disillusione. Questa gioia non è superficiale né ingenua: nasce dal sapere che la vita è custodita, che il male non ha l’ultima parola, che la morte è stata vinta. Per questo la gioia diventa un criterio educativo decisivo. Nessun nostro atteggiamento dovrebbe appesantire la vita dei ragazzi; tutto, invece, dovrebbe aiutare a respirare, a sperare, a ripartire.

 

Vivi insieme agli altri

In questo orizzonte, l’oratorio è chiamato a essere sempre più uno spazio di ospitalità e di prossimità reale, dove ciascuno si sente visto, riconosciuto, chiamato per nome. Uno spazio in cui si impara a vivere insieme, a rispettarsi, a perdonarsi, a prendersi cura gli uni degli altri, ad assumersi gradualmente delle responsabilità.

Le parole rivolte da Papa Leone XIV ai giovani nel contesto del Giubileo ci aiutano a mettere a fuoco il punto: l’amicizia con il Signore non è un aiuto tra gli altri, ma la direzione della vita. Quando questa amicizia cresce, anche le relazioni cambiano, diventano più vere, più libere, più capaci di dono. E questo può accadere anche oggi, anche nei nostri oratori, anche dentro le fatiche che conosciamo bene. Siamo chiamati a generare con coraggio esperienze in cui questa amicizia possa nascere e crescere.

Si apre quindi il tempo pasquale in oratorio. Farsi avanti significherà per ciascuno che fa parte delle comunità educanti dei ragazzi rinnovare con decisione la propria responsabilità educativa. Significherà rinnovare il desiderio di incontrare i ragazzi, uno per uno, con uno sguardo che non giudica ma accompagna. Significherà costruire comunità educanti che si riconoscono, si sostengono, pregano insieme, si aiutano a discernere e a decidere.

 

Vivi una vita piena

La vita con il Signore è una vita piena, una vita che vale la pena vivere, una vita che può diventare dono e che si esprime nella fraternità. È questa la speranza che siamo chiamati a custodire e a condividere. 

È Pasqua. Il Signore è vivo e ci viene incontro. Fatti avanti e vivi. Questa è la parola che consegniamo ai ragazzi e che, prima ancora, lasciamo risuonare dentro di noi. Perché solo una vita toccata dal Risorto può diventare davvero capace di educare alla gioia del Vangelo.

 

Preghiera di Pasqua “Fatti avanti”

Signore Gesù Risorto,
sei vivo e vieni incontro a noi.
Hai dato la tua vita per noi
e ora ci doni una vita nuova.
Apri il nostro cuore alla tua gioia,
rendici capaci di amare,
di perdonare,
di costruire la pace.
Insegnaci a non restare fermi,
ma a farci avanti con te,
per vivere davvero
e donare il bene che abbiamo ricevuto.
Resta con noi, Signore,
e rendici testimoni della tua vita
nella nostra comunità e nei nostri oratori,
nelle nostre famiglie,
tra tutti i nostri amici.
Amen.

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