Alcuni giovani appassionati ai temi sociali e alla politica sono disponibili per un intervento e confronto, in tempi e luoghi da concordare, su partecipazione/bene comune oppure sulla pace. Ti invitiamo ad organizzare un incontro su uno di questi due argomenti a favore dei giovani della tua realtà: leggi attentamente come fare


C'è una città da vivere - Sito

Basta gettare uno sguardo, anche distratto, a quanto accade intorno per accorgersi che purtroppo la violenza è all’ordine del giorno tra le mura di casa, nelle nostre città, nel mondo; che per tante, troppe persone, la pace è un qualcosa di là da venire, non una realtà in essere: ce lo ricorda ogni giorno il dramma della guerra che sta interessando tante, troppe popolazioni.

EDUCARE ALLA PACE E AL BENE COMUNE
Di fronte a questa situazione “è quindi doveroso che le nostre comunità, le istituzioni culturali, gli uffici di Curia, le scuole, le università, secondo le loro specifiche competenze, operino per convergere in una educazione alla pace e nella cura per una cultura di pace”. È quanto ci invitava e ancora ci vita a fare il nostro Arcivescovo nella proposta pastorale 2024-2025 Basta. L’amore che salva e il male insopportabile.

Nel Discorso alla Città Ma essa non cadde – La casa comune, responsabilità condivisa, pronunciato nella Basilica di Sant’Ambrogio il 5 dicembre 2025, l’Arcivescovo di Milano Sua Eccellenza Mario Delpini invita a guardare con realismo ma anche con speranza alla condizione della nostra società. Di fronte ai segni di fragilità che attraversano il presente, egli si chiede: «Veramente il declino della nostra civiltà è un destino segnato? Ci sarà una ripresa di gusto per costruire, una volontà di aggiustare il mondo, un farsi avanti di uomini e donne capaci e desiderosi di sognare, di operare, di contribuire a una vita migliore per la casa comune?».

Queste domande non esprimono rassegnazione, ma aprono uno spazio di responsabilità e di speranza: il futuro non è dato una volta per tutte, ma dipende dalla disponibilità di ciascuno a mettersi in gioco per il bene comune.

L’Arcivescovo riconosce, infatti, che «di fronte alle crepe che minacciano la stabilità della casa comune, si fanno avanti quelli che dichiarano di voler mettere mano all’impresa di aggiustare il mondo». Tra questi vi sono coloro che «riconoscono nella fede cristiana un fondamento necessario per la speranza e una motivazione decisiva per l’impegno» e quanti sono «animati da una passione per il bene comune».

In questa prospettiva, la fede non si riduce a un’esperienza privata, ma diventa sorgente di responsabilità condivisa e di azione concreta, capace di generare scelte quotidiane che custodiscono e rinnovano la casa comune, anche dentro le fatiche e le contraddizioni del nostro tempo.

ORGANIZZA UN INCONTRO SUL TEMA DELLA PARTECIPAZIONE/BENE COMUNE O SU QUELLO DELLA PACE
Per tutti questi motivi il Servizio per i Giovani e l’Università ha strutturato una proposta rivolta ai gruppi giovanili di oratori, associazioni, movimenti ecc. Una équipe di giovani, appassionati di ciò che attiene all’ambito sociale e politico e adeguatamente formati, è disponibile a recarsi sul territorio diocesano per animare incontri sul tema della partecipazione/bene comune oppure su quello della pace.

Possono essere pensati sia come incontri ad hoc, sia come momenti da inserire all’interno di appuntamenti già in calendario: il desiderio è quello di suscitare nei giovani partecipanti il giusto e doveroso interesse per questi argomenti, sui quali potranno confrontarsi tra loro e porre domande ai relatori.

La formula è già stata sperimentata con successo nelle settimane antecedenti le recenti elezioni del Parlamento europeo: crediamo sia utile e importante riproporla.

Ci incoraggiano in tal senso anche queste parole di Papa Leone XIV, tratte dal Messaggio per la LIX Giornata Mondiale della Pace (La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante): «La pace esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince. La pace ha il respiro dell’eterno: mentre al male si grida “basta”, alla pace si sussurra “per sempre”. In questo orizzonte ci ha introdotti il Risorto. In questo presentimento vivono le operatrici e gli operatori di pace che, nel dramma della “terza guerra mondiale a pezzi”, ancora resistono alla contaminazione delle tenebre, come sentinelle nella notte.»

E “pace” è stata ed è la parola chiave del pontificato di Leone XIV. Basti ricordare, solo per fare un esempio, il saluto dalla loggia della Basilica di San Pietro, subito dopo la sua elezione, l’8 maggio 2025, con quell’appello alla “pace disarmata e disarmante, umile e perseverante” e a “costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo sempre in pace”.

INFORMAZIONI
Servizio per i Giovani e l’Università
Via San Carlo, 2 – 20822 Seveso (MB)
Tel. 0362 647500 (lunedì-venerdì: 9.00-13.00)
E-mail: giovani@diocesi.milano.it

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