Dopo più di 50 anni di attività e oltre settanta opere, è diventato presidente onorario del Gatal. «Ma la mia mission continua...», dice

di Luisa BOVE

Roberto Zago

Aveva 12 anni, Roberto Zago, quando è salito sul palco la prima volta. Una passione, quella del teatro amatoriale, che non lo ha mai abbandonato. «Il primo atto unico l’ho scritto a 14 anni, ma ho composto ormai più di 70 lavori di teatro, migliaia di articoli e almeno 3 mila recensioni di spettacoli», dice con velato orgoglio. Oggi, a 82 anni, Zago è presidente onorario del Gatal (Gruppo attività teatrale amatoriale della Lombardia), nato nel 2003 e che raccoglie un centinaio di compagnie sparse in diocesi, più qualche associato esterno. Quando è nato, il 25 novembre 1962, si chiamava “Comitato teatro” e faceva capo alla Fom, la Fondazione oratori milanesi. Il merito fu dell’allora direttore don Lorenzo Longoni, che quando conobbe il giovane e intraprendente Roberto (che nel 1959 aveva già fondato una sua compagnia) non se lo lasciò scappare. «Da lì è partito il nostro sodalizio che ha dato vita alla promozione del teatro di ispirazione cristiana – racconta Zago -. Erano anni pionieristici e con don Lorenzo mi incontravo quasi tutti i giorni: abbiamo realizzato tante cose insieme e oggi continuiamo grazie alla sua eredità, ai suoi valori e alle sue idee».

Quando il Gatal ha festeggiato l’anno scorso i 50 anni di attività (considerando la sua nascita dal già citato “Comitato teatro”), Zago ha voluto che si raccogliesse in un libro la lunga storia teatrale in terra ambrosiana. «Ho trovato la collaborazione di uno staff di filodrammatici bravissimi – spiega – con a capo Ambrogio Zacchetti che è riuscito a rintracciare moltissime notizie». Ne è nato un volume elegante che racconta – attraverso testi e foto – la storia del teatro diocesano milanese fino ai giorni nostri.

Terminato il lavoro Zago ha detto senza tanti giri di parole: «Adesso è bene che lasci. Ragazzi, alla prossima assemblea (svoltasi l’11 maggio scorso) non votatemi». E così il testimone è passato al nuovo presidente Michele Feracci, «che è come un fratello, ha iniziato all’oratorio a fare teatro con me». Ma intanto Roberto è stato votato all’unanimità presidente onorario. «Vogliono che rimanga – commenta -, e io resto, perché – come dicono gli americani – è la mia mission: solo il Padre Eterno deciderà quando sarà il momento di andarmene».

Il lavoro al Gatal non manca: “Premio teatro” con tutte le compagnie, corso di recitazione con 17 allievi e saggio finale gestito da un professionista; corso di teatro e regia; corso di teatro dialettale; Festa di premiazione per grandi e piccoli e Festa delle filodrammatiche che si terrà domenica 9 giugno alle 19.30 presso il Teatro di Milano (via Fezzan 11) con la Compagnia “Ambrosiana” di Cinisello Balsamo che metterà in scena Avocatt Traversa… causa persa di Mario Amendola e Bruno Corbucci, adattamento in dialetto milanese e regia di Gianfranco Galbiati. Il tradizionale convegno di due giorni a Villa Cagnola di Gazzada si terrà invece il 12 e 13 ottobre con Felice Invernici sul tema “Guida, intuito, creatività: la regia”.

Nella sede del Gatal (via Brolo 5, Milano – tel. 02.76002003; gruppoat@gatalteatro.191.it; www.gatalteatro.it) si trovano 480 testi inediti e una biblioteca di 5 mila copioni di teatro di ogni genere. Nonostante la crisi continua anche la pubblicazione della rivista Teatro con cinque numeri all’anno «fatta tutta da noi» e con un testo inedito su ogni numero. «Lo dico con molta umiltà – conclude Zago -: siamo davvero una realtà operativa di teatro amatoriale di ispirazione cristiana». Ma per lui non sembra ancora arrivato il momento di fare bilanci, perché ogni pomeriggio, se si telefona al Gatal, risponde Roberto, sempre disponibile e cordiale con tutti.

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