Don Sergio Tomasello, responsabile della Pastorale giovanile di Milano città, presenta il musical "Sulla via di Damasco", in scena lunedì 20 aprile al Leone XIII (attesi 600 spettatori): «Per tanti giovani la sua figura può stimolare a rivedere il proprio annuncio, oggi, in una metropoli come Milano»

Ylenia SPINELLI
Redazione

Un musical per educare e divertire, ma soprattutto per far riscoprire ai ragazzi di oggi la figura di Paolo e l’audacia della fede. È con questo intento che la Pastorale giovanile della città di Milano ha deciso di ospitare una tappa della tournée di Sulla via di Damasco, lo spettacolo a cura dell’Anspi (Associazione Nazionale S. Paolo Italia), in scena lunedì 20 aprile, alle 20.45, presso il salone teatro dell’Istituto Leone XIII a Milano: sono attesi 600 giovani. «Sarà uno degli eventi in preparazione all’Agorà dei giovani, l’incontro regionale in programma a fine maggio a Caravaggio», spiega don Sergio Tomasello, responsabile della Pastorale giovanile di Milano città.
Un musical davvero originale, visto che nel cast figurano una quarantina di ragazzi semi-professionisti, tutti di età compresa tra i 18 e i 25 anni, selezionati in diverse regioni d’Italia. Autori dei testi sono Piero Castellacci, Miriam Mesturino e l’emergente Michele Casella, mentre le musiche, pezzo forte dello spettacolo, sono state curate da Michele Paulicelli, autore di altri musical di successo come Forza Venite Gente e Madre Teresa.

Don Sergio, sarà una storia romanzata?
Gli autori hanno cercato di non romanzare gli eventi, anche se si sono presi qualche piccola licenza, come quella di un verosimile incontro tra Paolo e Maria, la Madre di Gesù, di cui gli scritti paolini non parlano, ma che non si può del tutto escludere che sia avvenuto. Il tutto però sotto lo sguardo vigile di un sacerdote, don Giacomo Perego, che ha curato la parte teologica.

Quali sono le fonti utilizzate?
Gli Atti degli Apostoli e le Epistole di Paolo, rielaborate in forma letteraria.

Quali episodi della vita di Paolo sono stati messi in musica?
La vita di San Paolo è particolarmente ricca di episodi significativi, così si è dovuto scegliere tra vari eventi centrali nell’esperienza dell’Apostolo delle Genti: dalle persecuzioni dei primi cristiani (episodio del martirio di Santo Stefano), alla conversione dello stesso Paolo (episodio di Damasco, da cui prende il titolo del musical), all’incontro con gli Apostoli, in particolare con Pietro a Gerusalemme. Inoltre è stato tratto materiale anche dalla vita e dai viaggi apostolici: il discorso di Paolo all’Areopago di Atene, l’episodio di Aquila e Priscilla, l’arresto di Paolo e la sua prigionia, l’ultimo viaggio dopo il saluto di Efeso e il maturo discorso teologico sulla legge e la grazia, che nel musical è stato reso con un intreccio tra ritmo di tango e valzer.

Cosa può insegnare Paolo ai giovani di oggi?
L’audacia della fede, uscire dai soliti canali e provare ad annunciare nel grande areopago del mondo.In una città come Milano, dove c’è molto via-vai di giovani, credo che sia un messaggio importante. I ragazzi hanno un grande bisogno di scambio, anche a livello di fede.

Paolo è dunque una figura attuale?
Sicuramente. È una figura attuale del giovane che viaggia, sempre in ricerca, e per tanti ragazzi potrà essere uno stimolo a rivedere il proprio annuncio, oggi, in una metropoli come Milano.

A conclusione dell’Anno paolino, qual è il messaggio più bello che secondo lei dovrebbe rimanere ai giovani?
Non avere paura della testimonianza, perché ogni occasione, ogni momento è opportuno per annunciare il Vangelo.

Anche il musical può essere un’ottima forma per comunicare un messaggio di fede?
Il musical è pieno di vita, è un linguaggio, come lo sport, accessibile ai giovani. In spettacoli come questo passa quella vitalità della fede, che nelle chiese o nei piccoli gruppi è profonda, ma poco vivace. Credo che la musica sia un ottimo strumento educativo, oltre che comunicativo, per i giovani di oggi, abituati solo a “messaggiarsi” con i telefonini. Sarebbe bello che in tante parrocchie e oratori della diocesi si investisse di più sul teatro e sulla musica! Un musical per educare e divertire, ma soprattutto per far riscoprire ai ragazzi di oggi la figura di Paolo e l’audacia della fede. È con questo intento che la Pastorale giovanile della città di Milano ha deciso di ospitare una tappa della tournée di Sulla via di Damasco, lo spettacolo a cura dell’Anspi (Associazione Nazionale S. Paolo Italia), in scena lunedì 20 aprile, alle 20.45, presso il salone teatro dell’Istituto Leone XIII a Milano: sono attesi 600 giovani. «Sarà uno degli eventi in preparazione all’Agorà dei giovani, l’incontro regionale in programma a fine maggio a Caravaggio», spiega don Sergio Tomasello, responsabile della Pastorale giovanile di Milano città.Un musical davvero originale, visto che nel cast figurano una quarantina di ragazzi semi-professionisti, tutti di età compresa tra i 18 e i 25 anni, selezionati in diverse regioni d’Italia. Autori dei testi sono Piero Castellacci, Miriam Mesturino e l’emergente Michele Casella, mentre le musiche, pezzo forte dello spettacolo, sono state curate da Michele Paulicelli, autore di altri musical di successo come Forza Venite Gente e Madre Teresa. Don Sergio, sarà una storia romanzata?Gli autori hanno cercato di non romanzare gli eventi, anche se si sono presi qualche piccola licenza, come quella di un verosimile incontro tra Paolo e Maria, la Madre di Gesù, di cui gli scritti paolini non parlano, ma che non si può del tutto escludere che sia avvenuto. Il tutto però sotto lo sguardo vigile di un sacerdote, don Giacomo Perego, che ha curato la parte teologica.Quali sono le fonti utilizzate?Gli Atti degli Apostoli e le Epistole di Paolo, rielaborate in forma letteraria.Quali episodi della vita di Paolo sono stati messi in musica?La vita di San Paolo è particolarmente ricca di episodi significativi, così si è dovuto scegliere tra vari eventi centrali nell’esperienza dell’Apostolo delle Genti: dalle persecuzioni dei primi cristiani (episodio del martirio di Santo Stefano), alla conversione dello stesso Paolo (episodio di Damasco, da cui prende il titolo del musical), all’incontro con gli Apostoli, in particolare con Pietro a Gerusalemme. Inoltre è stato tratto materiale anche dalla vita e dai viaggi apostolici: il discorso di Paolo all’Areopago di Atene, l’episodio di Aquila e Priscilla, l’arresto di Paolo e la sua prigionia, l’ultimo viaggio dopo il saluto di Efeso e il maturo discorso teologico sulla legge e la grazia, che nel musical è stato reso con un intreccio tra ritmo di tango e valzer. Cosa può insegnare Paolo ai giovani di oggi?L’audacia della fede, uscire dai soliti canali e provare ad annunciare nel grande areopago del mondo.In una città come Milano, dove c’è molto via-vai di giovani, credo che sia un messaggio importante. I ragazzi hanno un grande bisogno di scambio, anche a livello di fede.Paolo è dunque una figura attuale?Sicuramente. È una figura attuale del giovane che viaggia, sempre in ricerca, e per tanti ragazzi potrà essere uno stimolo a rivedere il proprio annuncio, oggi, in una metropoli come Milano.A conclusione dell’Anno paolino, qual è il messaggio più bello che secondo lei dovrebbe rimanere ai giovani?Non avere paura della testimonianza, perché ogni occasione, ogni momento è opportuno per annunciare il Vangelo.Anche il musical può essere un’ottima forma per comunicare un messaggio di fede?Il musical è pieno di vita, è un linguaggio, come lo sport, accessibile ai giovani. In spettacoli come questo passa quella vitalità della fede, che nelle chiese o nei piccoli gruppi è profonda, ma poco vivace. Credo che la musica sia un ottimo strumento educativo, oltre che comunicativo, per i giovani di oggi, abituati solo a “messaggiarsi” con i telefonini. Sarebbe bello che in tante parrocchie e oratori della diocesi si investisse di più sul teatro e sulla musica!

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