Per i giovani proposte di volontariato all'estero e di condivisione con popolazioni povere. Undici destinazioni in diverse parti del mondo. I primi gruppi partiranno in luglio


Redazione

03/04/2008

di Francesco CHIAVARINI

Un’estate con i giovani ex detenuti di Nairobi, con i bambini sordomuti di Beirut, con i ragazzi montenegrini di una parrocchia di Bar. E ancora un’esperienza a contatto con i sopravvissuti allo tsunami a Port Blair nelle isole Andamane, con i disabili e con le donne della periferia di Managua o con le comunità peruviane colpite dal terremoto dell’agosto scorso.

Sono alcuni dei “Cantieri della Solidarietà” proposti da Caritas Ambrosiana ai giovani della diocesi. Due, tre settimane di vita vissuta in un Paese straniero, con la gente del posto, condividendo gioie e sofferenze, mettendosi al servizio dei più fragili. L’esperienza ritorna anche quest’anno. I primi gruppi partiranno a luglio. Ma chi ha tra i 18 e i 30 anni, è dotato di sufficiente curiosità e spirito di adattamento e vuole unirsi, deve cominciare a prepararsi da ora.

I “Cantieri della Solidarietà” ebbero inizio nel 1997 sull’onda lunga della mobilitazione per le popolazioni dei Balcani martoriate dall’ultimo tragico conflitto europeo. Nacque allora, infatti, l’idea di far incontrare i giovani locali con i giovani italiani. Sulla base dell’intuizione che la solidarietà internazionale non doveva essere l’ambito esclusivo degli addetti ai lavori.

L’adesione fu entusiastica. Al punto da spingere Caritas Ambrosiana ad allargare il proprio raggio di azione dai Paesi dell’Est Europa, all’Africa e poi, progressivamente, all’America Latina, al Medio Oriente e all’Asia. Da allora sono stati circa un migliaio i giovani che hanno deciso di partecipare ai cantieri nelle diverse parti del mondo.

Molteplici sono le motivazioni che spingono i giovani a fare questa scelta. Spesso molto arricchente, come emerge dai loro stessi racconti pubblicati sul sito di Caritas Ambrosiana. Scrive Giorgio Puzzini, da Carev Brod (Bulgaria), il 6 agosto 2007: «Ti alzi la mattina e vedi 30 bambini tra i 3 e i 14 anni seduti sul tappeto intenti ad ascoltare le suore di Madre Teresa… ti domandi quale possa essere la storia di ognuno di loro. Da dove le sorelle li hanno prelevati un’ora prima? Avranno una famiglia? Che cosa potrai dare loro?».

Bisogna, continua Giorgio, «entrare in sintonia con i piccoli, conquistarli… li fai giocare, contare e ti accorgi che l’intesa cresce, che i bimbi ridono, ti cercano, vengono a chiederti di portarli in spalla… anche se non capisci una parola di quello che ti dicono».

Sara Andreozzi e Marta Aspesi nel loro diario di viaggio, da Nueva Vida, quartiere di Managua, capitale del Nicaragua, si chiedono perché sono lì. E la risposta che si danno sta tutta in una parola: condividere. Meglio, scrivono, «compartir». «Compartir con le persone del posto: stare con loro, visitare le loro case, conoscere le loro storie»; per capire quanto sono inadeguati «i nostri schemi», i nostri modi di pensare.

Le destinazioni proposte da Caritas per la prossima estate sono undici: tre in Europa (Bulgaria, Moldova e Montenegro), tre in Asia (Giordania, Libano e India), due in Africa (Etiopia e Kenya), tre in America Latina (Bolivia, Nicaragua e Perù). Le attività consistono nella conoscenza del contesto e della comunità locale e soprattutto nel servizio vero e proprio, spesso all’interno delle comunità parrocchiali o a fianco degli operatori delle Caritas locali, per un periodo che va dalle due alle tre settimane, tra metà luglio e la fine di agosto, a seconda dei Paesi.

Chi desidera saperne di più è ancora in tempo per fissare un colloquio di orientamento telefonando allo Sportello Orientamento Volontariato di Caritas Ambrosiana (tel. 02.58391386) e partecipare agli incontri informativi. I prossimi appuntamenti sono in programma mercoledì 16 aprile (h 17-18) e martedì 6 maggio (h 14-15) nella sede di via San Bernardino 4, a Milano. È anche prevista una giornata di formazione sabato 7 giugno e un secondo modulo, sempre nel mese di giugno. Ai partecipanti è richiesto un contributo, variabile a seconda della Nazione, per spese di viaggio, assicurazione, vitto e alloggio.

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