Si chiama "Sete di vita" il progetto che vede i giovani volontari della Famiglia Vincenziana scavare pozzi nel Sud del mondo. Nel "Paese delle Aquile" il lavoro per l'approvvigionamento idrico è accompagnato da un'azione a favore dell'istruzione dei giovani


Redazione

03/04/2008

Dare una risposta a una sete fisica, ma anche più profonda, di cultura. È il progetto “Sete di vita”, che perseguono da anni i giovani volontari della Famiglia Vincenziana (l’associazione contro tutte le povertà fondata da San Vincenzo de Paoli nel 1617), dedicando le loro ferie estive a scavare pozzi in Africa, dal Madagascar all’Eritrea.

Da due anni i giovani vincenziani stanno portando avanti un nuovo progetto a Mollas, un paese all’interno dell’Albania centro-meridionale dove vivono circa 8000 persone. Le suore vincenziane Figlie della Carità operano là dal 1992 con attività medico-sanitarie, un dispensario alimentare, una scuola materna, una cooperativa agricola; hanno anche scavato un pozzo per prelevare acqua da una falda acquifera profonda…

Ma gli abitanti non dispongono ancora di acqua potabile, con tutte le inevitabili conseguenze igieniche e di qualità della vita. Da due anni le suore sono aiutate dai giovani vincenziani, che stanno realizzando una rete idrica che possa portare l’acqua potabile in tutte le case del paese.

Purtroppo un lungo periodo di piogge intense ha ritardato i lavori (per realizzare la rete idrica è necessario infatti effettuare prima scavi per la posa in opera dei tubi). Intanto, i giovani vincenziani non si sono persi d’animo e si sono preoccupati di creare un Comitato di quartiere per responsabilizzare la popolazione locale a regolamentare l’uso dell’acqua.

Una seconda parte del progetto consiste nel favorire l’istruzione dei giovani con un sostegno a distanza che permetta loro di frequentare l’università nella vicina città di Elbasan, restando in Albania, per poi dedicarsi alla crescita del loro Paese. Sostenere a distanza uno studente costa oggi 50 euro al mese e i giovani vincenziani sono stati i primi, con i loro risparmi, ad “adottare” i coetanei albanesi.

Inoltre, organizzano in Italia manifestazioni, concorsi a premi, iniziative di risparmio energetico con investimento del ricavato nei progetti di raccolta fondi pro-Albania. Tutto questo all’interno di una campagna di sensibilizzazione per promuovere tra i giovani italiani la cultura del risparmio e del rispetto delle risorse idriche di cui dispongono.

Info: www.famvin.org

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