Elaborerà cammini pratici per le società ambrosiane. L’annuncio al convegno per la presentazione del “Manifesto dello sport educativo”

di Filippo BISLERI

Monsignor Mario Lusek

Si fa sentire lo sport di base con un convegno, svoltosi sabato 2 febbraio a Milano. Lo fa presentando e promuovendo il “Manifesto dello sport educativo”, messo a punto dalla Conferenza episcopale italiana con il contributo di Csi, Fisiae, CdO Sport, Libertas, Cnos Sport, Us Acli, Confcooperative, Pgs, Noi, Sportmeet, Entel e Anspi. Il “Manifesto” è dettato dall’attenzione all’uomo e alle proposte utili alla sua crescita e trova un sostegno nelle parole del Papa che ha affermato che «la Chiesa si occupa di sport perché questo aiuta allo sviluppo dell’uomo, cuore dell’azione pastorale». Impegna i sottoscrittori e gli aderenti a «educare alla vita buona del Vangelo con lo sport e nello sport». A presentarlo – nell’ambito del convegno “L’educazione scende in campo, lo sport che non vogliamo perdere” – è stato monsignor Mario Lusek, della Cei e cappellano delle squadre olimpiche.

Condotto dal giornalista Mediaset Nando Sanvito, l’incontro ha visto gli interventi, oltre che dello stesso Lusek, del vicario per la Pastorale giovanile e presidente della Commisione diocesana sport monsignor Pierantonio Tremolada, del direttore della Fom don Samuele Marelli, del presidente nazionale del Csi Massimo Achini, di don Melchior Sanchez (Pontificio Consiglio per la Cultura), di don Alessio Albertini, consulente nazionale del Csi, e infine di Pierluigi Marzorati, presidente Coni Lombardia, oltre a testimonianze dal territorio. Presente in sala anche l’olimpionico Antonio Rossi, diversi allenatori di società, presidenti di Comitati tra cui quello del Csi Lombardia Giancarlo Valeri e del Csi Milano Giuseppe Valori, e di realtà sottoscrittrici il “Manifesto”.

Monsignor Lusek ha sottolineato che «il “Manifesto” rappresenta l’impegno della Chiesa per la promozione dei valori attraverso la pratica dello sport e dimostra quanto si creda, nel mondo ecclesiale, nell’importanza della pratica motoria per la crescita e la formazione delle persone in un periodo in cui sembra difficile far passare messaggi forti». Lusek ha ricordato che oggi è «possibile educare all’impegno, al senso del limite e anche a quel tifo positivo che aiuta a far crescere e promuovere lo sport».

Sottolineando che lo sport è centrale anche all’ombra del campanile, donMarelli ha ricordato che «lo sport è scelto in oratorio, non solo ospitato». Frase sottoscritta dal presidente nazionale Csi Achini, che ha ricordato che «il “Manifesto” va calato nel territorio». Don Albertini e monsignor Tremolada hanno sottolineato che «la diocesi di Milano ha quasi 1000 oratori e in 866 di questi c’è una società sportiva». «Si tratta di una realtà – hanno annunciato – che ci vedrà ancora di più impegnati con la creazione di un’équipe di esperti che elaborerà, a partire dal “Manifesto”, alcuni cammini pratici per le società ambrosiane». Si collocano in questa linea gli appuntamenti della mattinata del 9 marzo al Centro Schuster di via Feltre a Milano con la riflessione di don Tremolada e la due giorni del 23 e 24 febbraio a Capizzone per i giovani allenatori. «Il consiglio pratico che voglio dare a tutti – ha detto don Albertini – è quello del cardinal Etchegaray: per andare avanti tirate sempre come un mulo».

Soddisfazione hanno espresso, per la presentazione del “Manifesto” i presidenti del Csi Lombardia e Milano, Giancarlo Valeri e Giuseppe Valori. Intervenendo in conclusione, il presidente regionale del Coni Marzorati ha sottolineato come il “Manifesto” sia uno strumento a cui «il Coni guarda con grande piacere e favore, pronto a collaborare».

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