Alle tre serate 430 iscritti e una partecipazione molto interessata. Don Alessio Albertini: «Gli allenatori sono coscienti del loro ruolo educativo»

di Mauro COLOMBO
Redazione

Grande successo per “Quando allenare è educare”, le tre serate formative proposte dalla Commissione diocesana per lo sport agli allenatori-educatori sportivi, conclusesi lunedì 15 febbraio presso il Centro Vismara di Milano. Ben 430 gli iscritti, a testimonianza dell’interesse suscitato dal ciclo, che non si limita al riscontro quantitativo. «In occasione dell’ultima serata abbiamo distribuito un questionario informativo ai partecipanti – spiega don Alessio Albertini, responsabile della Commissione -. Non abbiamo ancora valutato nel merito le risposte pervenute, ma fin d’ora possiamo registrare l’apprezzamento per l’iniziativa. Soprattutto è stato compreso lo spirito generale – fornire motivazioni sulla base delle quali adottare determinati comportamenti – ed è emersa la grande richiesta di attenzione educativa».
Si è parlato del possibile rapporto tra lo sport e l’emergenza educativa, della relazione tra allenatore e giocatore e della componente emozionale dello sport. L’attenzione dei partecipanti si è equamente distribuita nell’arco delle tre serate, «molto ricche di contenuti, con relazioni dettagliate e ben illustrate – sottolinea don Albertini -, anche se forse proprio la loro corposità ha inevitabilmente e involontariamente limitato il tempo disponibile per il dibattito».
Gli allenatori hanno precisa coscienza del loro ruolo educativo: «C’è la consapevolezza che la loro azione non può essere limitata all’addestramento tecnico in funzione del conseguimento di un risultato – conferma don Alessio -, ma deve contribuire alla crescita umana globale dei ragazzi che sono loro affidati. Tutte le relazioni hanno ribadito che lo sport non allena solo i muscoli, ma anche anche la testa e il cuore». Non una responsabilità che spaventa, ma un’opportunità che stimola, «e l’attenzione della Chiesa ambrosiana in questo senso – formulata anche dal saluto inviato dall’Arcivescovo – è vista come conforto e sostegno».
L’ottimo esito dell’iniziativa apre le porte a scenari di ulteriore impegno. «Vogliamo predisporremo un’organizzazione del materiale trattato nelle serate – annuncia don Alessio -. Non si tratterà di veri e propri “atti”, perché il taglio discorsivo delle relazioni e il frequente uso di slides non lo consentirebbe, ma di dispense schematiche. Poi, nella mattinata di sabato 13 marzo, presso il Centro Schuster di Milano, organizzeremo un incontro di carattere più prettamente spirituale. In queste tre serate abbiamo riflettuto sul “come” educare: quella mattina ci concentreremo sul “perché”. E sicuramente studieremo il modo per non disperdere la ricchezza incontrata in questa prima iniziativa». Grande successo per “Quando allenare è educare”, le tre serate formative proposte dalla Commissione diocesana per lo sport agli allenatori-educatori sportivi, conclusesi lunedì 15 febbraio presso il Centro Vismara di Milano. Ben 430 gli iscritti, a testimonianza dell’interesse suscitato dal ciclo, che non si limita al riscontro quantitativo. «In occasione dell’ultima serata abbiamo distribuito un questionario informativo ai partecipanti – spiega don Alessio Albertini, responsabile della Commissione -. Non abbiamo ancora valutato nel merito le risposte pervenute, ma fin d’ora possiamo registrare l’apprezzamento per l’iniziativa. Soprattutto è stato compreso lo spirito generale – fornire motivazioni sulla base delle quali adottare determinati comportamenti – ed è emersa la grande richiesta di attenzione educativa».Si è parlato del possibile rapporto tra lo sport e l’emergenza educativa, della relazione tra allenatore e giocatore e della componente emozionale dello sport. L’attenzione dei partecipanti si è equamente distribuita nell’arco delle tre serate, «molto ricche di contenuti, con relazioni dettagliate e ben illustrate – sottolinea don Albertini -, anche se forse proprio la loro corposità ha inevitabilmente e involontariamente limitato il tempo disponibile per il dibattito».Gli allenatori hanno precisa coscienza del loro ruolo educativo: «C’è la consapevolezza che la loro azione non può essere limitata all’addestramento tecnico in funzione del conseguimento di un risultato – conferma don Alessio -, ma deve contribuire alla crescita umana globale dei ragazzi che sono loro affidati. Tutte le relazioni hanno ribadito che lo sport non allena solo i muscoli, ma anche anche la testa e il cuore». Non una responsabilità che spaventa, ma un’opportunità che stimola, «e l’attenzione della Chiesa ambrosiana in questo senso – formulata anche dal saluto inviato dall’Arcivescovo – è vista come conforto e sostegno».L’ottimo esito dell’iniziativa apre le porte a scenari di ulteriore impegno. «Vogliamo predisporremo un’organizzazione del materiale trattato nelle serate – annuncia don Alessio -. Non si tratterà di veri e propri “atti”, perché il taglio discorsivo delle relazioni e il frequente uso di slides non lo consentirebbe, ma di dispense schematiche. Poi, nella mattinata di sabato 13 marzo, presso il Centro Schuster di Milano, organizzeremo un incontro di carattere più prettamente spirituale. In queste tre serate abbiamo riflettuto sul “come” educare: quella mattina ci concentreremo sul “perché”. E sicuramente studieremo il modo per non disperdere la ricchezza incontrata in questa prima iniziativa». – I tre relatori: Antonello Bolis, Lucia Castelli e Gennaro Testa

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