di Mauro COLOMBO
Redazione

Il tracciato, nei suoi dettagli, si svelerà soltanto sabato 23 ottobre, in un galà al Teatro Carignano di Torino, ma il Giro d’Italia 2011 ha già detto molto di sé. Innanzitutto che partirà il 7 maggio con una cronometro a squadre da Venaria Reale a Torino, antica capitale d’Italia, quale omaggio ai 150 anni dell’Unità del nostro Paese. E poi che tornerà a Milano nella sua ultima tappa. Per 73 volte su 93 edizioni il capoluogo lombardo ha fatto da cornice alla chiusura della corsa rosa, ma negli ultimi due anni la città non figurava nella planimetria. E il ritorno non sarà una semplice passerella festosa, ma una frazione breve e intensa: domenica 29 maggio, infatti, è in programma una cronometro individuale da piazza Castello a piazza Duomo, che potrebbe rivelarsi decisiva per l’esito finale. E già si parla di una crono “fissa” a Milano per diversi anni.
Nello sviluppo del tracciato si attendono altre tappe in località-chiave della storia nazionale, dal Piemonte alla Sicilia (la quarta frazione, per esempio, partirà da Quarto, da dove si mossero i Mille di Garibaldi). Quanto alle difficoltà altimetriche, si tornerà per la quarta volta sullo Zoncolan, la durissima erta friulana che il 22 maggio chiuderà la frazione in partenza da Lienz (con altri quattro Gran Premi della montagna), e per la seconda sul Colle delle Finestre, l’ascesa sterrata che dalla Val di Susa raggiunge la Val Chisone, nella Verbania-Sestriere del 28 maggio. Ma i corridori saliranno anche sull’Etna, sul Grossglockner in Austria, sul Giau, sulla Marmolada, sul Tonale, sull’Aprica e infine appunto sul Sestriere. E nella Piombino-Orvieto torneranno ad assaggiare le “strade bianche” di polvere e sassi della Toscana.
Un Giro particolarmente impegnativo, quindi, che strizza l’occhio ai corridori italiani, da due anni incapaci di aggiudicarsi una classica in linea, ma sempre competitivi nelle gare a tappe. In prima linea nei pronostici i due alfieri della Liquigas: Ivan Basso non è sazio dopo il trionfo 2010, che ha bissato quello del 2006, e già pensa al tris rosa, come ha confessato nei giorni scorsi al Ghisallo (anche se il durissimo tracciato del Tour de France ha risvegliato in lui anche il sogno “giallo”); dopo la conquista della Vuelta, Vincenzo Nibali vuole giocarsi fino in fondo le sue carte anche al Giro, dove quest’anno è giunto terzo nel rispetto della leadership di Basso. Il tracciato, nei suoi dettagli, si svelerà soltanto sabato 23 ottobre, in un galà al Teatro Carignano di Torino, ma il Giro d’Italia 2011 ha già detto molto di sé. Innanzitutto che partirà il 7 maggio con una cronometro a squadre da Venaria Reale a Torino, antica capitale d’Italia, quale omaggio ai 150 anni dell’Unità del nostro Paese. E poi che tornerà a Milano nella sua ultima tappa. Per 73 volte su 93 edizioni il capoluogo lombardo ha fatto da cornice alla chiusura della corsa rosa, ma negli ultimi due anni la città non figurava nella planimetria. E il ritorno non sarà una semplice passerella festosa, ma una frazione breve e intensa: domenica 29 maggio, infatti, è in programma una cronometro individuale da piazza Castello a piazza Duomo, che potrebbe rivelarsi decisiva per l’esito finale. E già si parla di una crono “fissa” a Milano per diversi anni.Nello sviluppo del tracciato si attendono altre tappe in località-chiave della storia nazionale, dal Piemonte alla Sicilia (la quarta frazione, per esempio, partirà da Quarto, da dove si mossero i Mille di Garibaldi). Quanto alle difficoltà altimetriche, si tornerà per la quarta volta sullo Zoncolan, la durissima erta friulana che il 22 maggio chiuderà la frazione in partenza da Lienz (con altri quattro Gran Premi della montagna), e per la seconda sul Colle delle Finestre, l’ascesa sterrata che dalla Val di Susa raggiunge la Val Chisone, nella Verbania-Sestriere del 28 maggio. Ma i corridori saliranno anche sull’Etna, sul Grossglockner in Austria, sul Giau, sulla Marmolada, sul Tonale, sull’Aprica e infine appunto sul Sestriere. E nella Piombino-Orvieto torneranno ad assaggiare le “strade bianche” di polvere e sassi della Toscana.Un Giro particolarmente impegnativo, quindi, che strizza l’occhio ai corridori italiani, da due anni incapaci di aggiudicarsi una classica in linea, ma sempre competitivi nelle gare a tappe. In prima linea nei pronostici i due alfieri della Liquigas: Ivan Basso non è sazio dopo il trionfo 2010, che ha bissato quello del 2006, e già pensa al tris rosa, come ha confessato nei giorni scorsi al Ghisallo (anche se il durissimo tracciato del Tour de France ha risvegliato in lui anche il sogno “giallo”); dopo la conquista della Vuelta, Vincenzo Nibali vuole giocarsi fino in fondo le sue carte anche al Giro, dove quest’anno è giunto terzo nel rispetto della leadership di Basso.

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