In bici dalla Brianza alla Terrasanta: tra luglio e agosto lo faranno dodici cicloamatori. L'iniziativa avrà uno sfondo solidale


Redazione

In dodici partiranno il 28 luglio da Lurago d’Erba per raggiungere
Gerusalemme il 27 agosto attraverso le vie percorse dai viaggiatori
del Medio Evo. L’iniziativa – che gode del supporto tecnico
di Overland – avrà anche una significativa appendice umanitaria

di Mauro Colombo

Dalla Brianza alla Terrasanta. Sulle vie degli antichi pellegrini. In bicicletta, il mezzo di locomozione che più si avvicina a quelli utilizzati dai viaggiatori medioevali. L’iniziativa – di rilievo sportivo, ma nei cui contenuti prevale il valore del pellegrinaggio – vedrà protagonisti dal 28 luglio al 27 agosto un gruppo di cicloamatori ed è stata presentata nella sede milanese di Terrasanta, rivista della Custodia.

L’idea è venuta a Enrico Anzani. Dopo una vita trascorsa a realizzare stipiti, dal 2000 si è imbarcato in una serie di ciclo-pellegrinaggi che l’hanno portato a Roma per il Giubileo, a San Giovanni Rotondo, Lourdes, Fatima, Santiago de Compostela… Da convinto credente, ha pensato a Gerusalemme quale mèta per coronare idealmente questo ciclo. Ne ha parlato con Vittorio Frigerio, il suo datore di lavoro, coinvolto al punto tale da decidersi a finanziare l’impresa con il sostegno di alcuni sponsor.

Proprio questo aspetto – gratificare un proprio dipendente aiutandolo a realizzare un sogno – ha stimolato a essere della partita anche Beppe Tenti, ideatore delle mitiche avventure di Overland. Lui e il coordinatore Giancarlo Corbellini hanno progettato l’itinerario e studiato il supporto logistico per Anzani e i suoi compagni: saranno dodici in tutto (tra i quali due donne), tra i 25 e i 66 anni, affiancati da quattro accompagnatori con due pulmini.

Partiranno il 26 luglio da Lurago d’Erba (Como) e all’altezza di Piacenza si inseriranno sulla Via Francigena, la strada di pellegrinaggio che univa la Francia a Roma. L’1 agosto saranno nella capitale, da dove – dopo un’eventuale visita al Papa a Castelgandolfo – imboccheranno la cosiddetta “strada di Gerusalemme” che, attraverso l’ascesa a Monte Sant’Angelo, li porterà a Brindisi per l’imbarco verso la Turchia.

Da Smirne (11 agosto) il gruppo viaggerà sulle strade di San Paolo. Dal 20 agosto il ciclo-pellegrinaggio si farà “caldo” per ragioni climatiche (partenza quotidiana non oltre le 5 del mattino) e politiche: toccherà Damasco (Siria) e Amman (Giordania), e, dopo le soste sul Monte Nebo e al Mar Morto, giungerà finalmente a Gerusalemme il 26 agosto.

Nel complesso, circa 4000 km divisi in 25 tappe (la più lunga misura 210 km). Si pedalerà sulle orme di Sigerico, l’arcivescovo di Canterbury pellegrino nel 990, dell’abate finlandese Nikulas che lo seguì nel 1100, passando per i monasteri e i santuari e dormendo nei conventi in cui anche gli antichi Longobardi facevano tappa.

«In Terrasanta si può andare anche in aereo, ovviamente – ha spiegato Corbellini -, ma la bicicletta, ideale per gustare i paesaggi e ammirare le testimonianze storiche, artistiche e religiosi presenti lungo il percorso, regala sensazioni spazio-temporali uniche».

Il pellegrinaggio avrà un’appendice umanitaria non meno significativa: nel corso della visita ai Luoghi Santi, i ciclisti si sposteranno da Gerusalemme a Betlemme, per portare un contributo economico alle più bisognose tra le famiglie dei bambini sordi che frequentano il Centro scolastico Effeta Paolo VI, diretto dalle Suore Dorotee e specializzato nella rieducazione audiofonetica. E poi a Nazareth, per offrire un sostegno all’Holy Family Center dell’Opera Don Guanella, che assiste anziani e disabili psico-fisici.

«Andare incontro a una popolazione che, per la particolare situazione della Terrasanta, non vive in condizioni di piena libertà: questo il senso ultimo del pellegrinaggio», ha sottolineato Tenti, annunciando che sul viaggio sarà pubblicato un libro.

«L’iniziativa vuole aiutare a ricreare un clima positivo per una terra che ne ha bisogno – ha concluso Giuseppe Caffulli, direttore di Terrasanta -. Il “muro di sicurezza” eretto intorno a Betlemme ha trasformato la città in un moderno ghetto: non si esce di casa dopo le 17 e i turisti – che costituivano la principale fonte di sostentamento – non vi pernottano più. In Terrasanta c’è un conflitto, è vero, ma ci sono anche tante ricchezze e soprattutto persone che hanno diritto a una vita normale».

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