Redazione

Ventuno tappe sulle quali sono distribuiti i 3600 km complessivi.
Due le tappe a cronometro individuali, una quella
a squadre. Ma l’ultima parola spetterà ad Alpi e Pirenei

di Mauro Colombo

Poco più di 3600 km complessivi, divisi in ventuno tappe. Tre arrivi in salita, 74 chilometri a cronometro individuali più un’altra tappa da disputarsi contro il tempo a squadre. Sono i tratti salienti del 92° Tour de France, che parte sabato 2 luglio da Fromentine, in Vandea: non più con un prologo, come negli anni scorsi, ma con una vera e propria crono-tappa sui 19 km che conducono a Noirmoutier en l’Île.

Gli sprinter del plotone hanno già prenotato gli arrivi della seconda (Challans-Les Essarts, 181,5 km) e della terza frazione (La Chataigneraie-Tours, 212,5 km). Alla quarta tappa, ecco la crono-squadre da Tours a Blois (67,5 km).

Si prosegue con altre tappe (Chambord-Montargis, 183 km; Troyes-Nancy, 199 km) per passisti, in capo a una settimana che metterà a dura prova la resistenza all’alta velocità in pianura dei corridori che invece se la cavano meglio in salita.

Alla settima tappa il Tour, come spesso gli capita, sconfinerà: da Lunéville percorrerà i 228,5 km necessari per raggiungere la tedesca Karlsruhe. L’ottava tappa ripartirà dalla Germania, da Pforzheim, per ritornare in Francia, a Gérardmer, dopo 231,5 km.

La nona tappa porterà il gruppo nella regione dei Vosgi: lungo i 170 km tra Gérardmer e Mulhouse si affronteranno sei colli, tra i quali il Ballon d’Alsace, la prima montagna salita dal Tour nel 1905. Poi il primo giorno di riposo.

Si ripartirà martedì 12 luglio da Grenoble per Courchevel (192,5 km). Il giorno successivo sarà quello delle Alpi, con località di tappa e salite che gli habitués del Tour conoscono bene: Courchevel-Briançon (173 km), con Madeleine, Telegraph e Galibier. Senza particolari attrattive la dodicesima (Briançon-Digne-les-Bains, 187 km) e la tredicesima tappa (Miramas-Montpellier, 173 km).

Da sabato 16, invece, toccherà ai Pirenei, cui spetterà dare un verdetto probabilmente decisivo per il Tour: due salite nella quattordicesima tappa (Agde-Ax-3 Domaines, 220,5 km), addirittura sei ascese, compreso l’arrivo, nella quindicesima (Lézat-sur-Lèze-Saint-Lary Soulan, 205,5 km): tra loro, anche il Portet d’Aspet (in memoria di Casartelli), il Portillon, il Peyresourde e il Val Louron-Azet.

Dopo il secondo e ultimo giorno di riposo, per tre tappe (compresa la diciassettesima, la più lunga, con 239,5 km per andare da Pau a Revel) torneranno in scena i velocisti. La ventesima tappa prevede il classico approdo a St. Etienne, ma stavolta per la seconda cronometro individuale (55 km): gli ultimi dubbi sulla maglia gialla si scioglieranno qui. Poi non resterà che l’ultima frazione, da Corbeil-Essonnes a Parigi, per la tradizionale passerella sugli Champs-Élysées e il podio.

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