Redazione

Com’è consuetudine, il Giro d’Italia sarà preceduto da una colonna di automezzi multicolore che anticipano di circa un’ora il passaggio della corsa. Si tratta della Carovana pubblicitaria, formata dalle aziende che scelgono il “veicolo” del Giro per promuovere la loro immagine in tutto il Paese, offrendo ai suiveurs in attesa sul ciglio della strada una gustosa anteprima. Durante ogni tappa la Carovana effettuerà soste programmate lungo il percorso, per distribuire al pubblico gadgets, opuscoli e oggetti vari.

Quest’anno la Carovana si presenta con una nuova veste, che si richiama al passaggio della Torcia Olimpica, con contenuti di spettacolo e di divertimento in grado di attrarre anche chi non attende la corsa, presso aree di sosta facilmente individuabili per favorire l’aggregazione del maggior numero possibile di persone. Una sorta di “villaggio-vacanze” itinerante (sono in programma tre feste in altrettante location di prestigio), che per animare le strade prima e dopo il transito del Giro si avvarrà dell’audio di Radio 105, “voce” ufficiale della corsa, e del supporto della Gazzetta, che promuoverà (anche su internet) il concorso sul veicolo più bello e sull’equipaggio più simpatico, per i quali il pubblico potrà votare via sms.

Non saranno della squadra Gianni Torriani e Dino Zandegù, sino all’anno scorso rispettivamente coordinatore e direttore tecnico della Carovana. In particolare per Torriani, figlio dell’indimenticabile patròn del Giro Vincenzo, si interrompe un’esperienza portata avanti con passione e professionalità per una quindicina d’anni. Spiace che per un’esigenza di restyling da parte di Rcs Sport siano proprio Zandegù e Torriani a essere sacrificati: aver riportato la Carovana all’attenzione della gente e degli sponsor è stato, senza dubbio, un loro grande merito.

Resta una considerazione personale, nella consapevolezza che nella vita e nel lavoro le situazioni cambiano e non sempre ci si può trovare d’accordo. Nel 1947 Vincenzo Torriani affiancò per la prima volta Armando Cougnet nella direzione della corsa, che avrebbe poi gestito in prima persona dal 1948 al 1992; complice anche il raggiungimento della pensione nel 2006 dell’altro suo figlio Marco (che per anni ha curato il cerimoniale degli arrivi di tappa), nel 2007 per la prima volta dopo 60 anni non ci sarà un Torriani in Carovana: e questo è un patrimonio che mancherà al Giro. (m.c.)

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