Imprese di Nibali al Tour de France a parte, sono state loro a farci dimenticare la delusione nel Mondiale brasiliano di calcio

di Leo GABBI

Sara Errani e Roberta Vinci

Un avvio disastroso, quello dell’estate sportiva, con un Mondiale di calcio brasiliano partito tra mille speranze e sgonfiatosi subito, dopo l’illusione iniziale della vittoria contro gli inglesi, con una clamorosa eliminazione fin dal girone del primo turno. Peraltro non è andata meglio ai campioni uscenti della Spagna e soprattutto ai carioca padroni di casa, umiliati dalla Germania che poi diventerà campione del mondo con un incredibile 7-1 in semifinale.

Polemiche feroci hanno accompagnato il ritorno in patria del Ct Prandelli, subito dimessosi (e approdato al Galatasaray) insieme al presidente Abete e dei giocatori, il cui giocatore più rappresentativo, Mario Balotelli, è stato ritenuto l’emblema della disfatta e alla fine ceduto a fine campagna acquisti dal Milan al Liverpool. Al posto di Prandelli invece arriva un Antonio Conte, senza più motivazioni alla Juventus dopo i tre scudetti consecutivi, ma determinatissimo nell’accogliere la nuova sfida per riportare in alto gli azzurri. Anche qui però polemiche a non finire per il fatto che uno sponsor, la Puma, si sia accollato l’onere di quasi metà ingaggio, con il neopresidente della Federcalcio Tavecchio, anch’egli nell’occhio del ciclone prima della sua nomina per un’infelice frase razzista, a far da diga su tutta la linea. A disintossicarci dai veleni del calcio ci hanno per fortuna pensato Vincendo Nibali trionfando al Tour e le donne con grandissime imprese dal tennis alla scherma, dall’atletica al nuoto.

Nibali innanzitutto: la sua impresa verrà ricordata a lungo perché lo “squalo” di Messina ha dominato la corsa ciclistica a tappe fin dall’esordio, staccando gli avversari fin dal temutissimo pavé e continuando a tenere saldamente il comando fino al traguardo di Parigi. Una dimostrazione di forza assoluta, che rinverdisce i fasti di Coppi, Bartali, Gimondi e del povero Pantani, la cui fine è tornata alla ribalta, avendo la magistratura riaperto un’inchiesta che potrebbe portare a una clamorosa verità: anziché l’apparente suicidio, il pirata potrebbe essere invece stato assassinato.

Al di là delle gesta del corridore siciliano, le maggiori soddisfazioni della stagione sono venute dalle donne. A cominciare dal grande exploit nel tennis targato Sara Errani e Roberta Vinci che, sbaragliando le avversarie nel doppio a Wimbledon, diventano le prime italiane a scrivere il proprio nome nel libro d’oro dei Championship. Dalla Scherma invece, arriva l’ennesima conferma “rosa”: il dream team composto da Arianna Errigo, Martina Batini, Valentina Vezzali ed Elisa Di Francisca ha vinto la medaglia d’oro nel fioretto a squadre ai Mondiali di Kazan, battendo in finale le russe padrone di casa. Una “dittatura” ribadita anche nel fioretto individuale, con l’oro di Arianna Errigo, l’argento di Martina Batini e il bronzo di un’infinita Valentina Vezzali. Anche agli Europei di atletica a Zurigo sono state le donne a darci le maggiori soddisfazioni, con una grande Libania Grenot, che ha vinto a sorpresa la tiratissima gara dei 400: la ragazza di origine cubana si è così riscattata dalla delusione per il quarto posto alla scorsa rassegna continentale di Barcellona, disputando una gara in crescendo e battendo alla distanza le favorite ucraine e spagnole. Anche per Valeria Straneo è arrivata una bellissima riconferma: dopo il secondo posto ai mondiali di Mosca, la 38 enne alessandrina si è ripetuta conquistando un’altra medaglia d’argento. Una storia bellissima la sua: corre da anni nonostante gli sia stata asportata la milza. Un esempio di coraggio e di grande forza morale. Ma l’apoteosi, per le azzurre è arrivata quest’estate in vasca, agli Europei di nuoto di Berlino, che hanno riproposto una Federica Pellegrini versione “monstre” capace di dominare nei “suoi” 200 stile libero (terzo titolo continentale consecutivo) e trascinare la staffetta a un altro oro, mentre dal trampolino un’altra veterana, Tania Cagnotto, vinceva l’oro con Francesca Dallapé nel sincronizzato da 3 metri. Per tutte loro, un’estate indimenticabile.

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