Nasce tra i veleni l’iniziativa promossa dal presidente del Coni Petrucci per chiudere Calciopoli e guardare al futuro

di Leo GABBI

Gianni Petrucci

L’hanno chiamato “tavolo della pace”, ma per il polverone che ha già scatenato forse chi lo ha indetto avrebbe voluto già fare rapidamente marcia indietro (almeno sul nome). In questi giorni, quindi, il calcio nostrano, assediato da veleni continui da Calciopoli in avanti (ma anche prima non è che il clima fosse idilliaco), prova a gettarsi tutto alle spalle, per ripartire in un clima più urbano e costruttivo. Questo almeno nelle intenzioni del presidente del Coni, Gianni Petrucci, che ha convocato questa sorta di Stati Generali del pallone per il 14 dicembre, chiedendo, con il favore del clima natalizio, di stemperare toni e posizioni, che in passato avevano portato a polemiche feroci e a un’infinità di carte bollate.

L’assise nasce, però, sotto una luce strana, perché per esempio vengono convocati alcuni presidenti di società di Serie A, mentre ad altri non è stato pensato, scatenando quindi immancabili sospetti e gelosie. Ma l’aspetto più inquietante è che alcuni pensano che questo tavolo possa togliere o riassegnare il famoso scudetto conteso, quello del 2006, che dopo lo scandalo fu un po’ troppo frettolosamente assegnato all’Inter a scapito di una Juventus che ora, anche alla luce di nuove intercettazioni, lo rivorrebbe indietro. Difficile, però, che questa sia l’occasione per togliere o assegnare scudetti, anche perché altrimenti si scatenerebbero nuovi polveroni che farebbero precipitare ulteriormente la situazione anziché tentare di risolverla.

Intanto Petrucci ha già ribadito in tutte le sedi che sarà «un incontro per riportare serenità al mondo del calcio». E quando gli è stato chiesto se la ritenesse una mission impossible, il presidente del Coni ha risposto: «No, per me non lo è, altrimenti non lo avrei fatto. Dopo le mie esternazioni il presidente Agnelli ha fatto una conferenza stampa costruttiva, ho parlato con Moratti e abbiamo deciso d’incontrarci». Oltre ad Agnelli e Moratti, all’incontro ci saranno anche De Laurentis, Galliani e Della Valle. «Ritengo – ha aggiunto il numero uno del Coni – che siano persone che possono portare il loro contributo. Ce ne sono tante altre, ma non posso fare un’assemblea di Lega anche perché per lo più le assemblee di Lega finiscono con un nulla di fatto…», tagliando quindi corto sull’esclusione di alcuni di altre società, che si sono sentiti offesi da questa esclusione.

Anche il presidente Figc, Giancarlo Abete, si è augurato che il tavolo serva «a un definitivo rasserenamento del nostro calcio: occorrerà, da parte dei dirigenti, una capacità di guardare un po’ oltre, di fare una riflessione critica, autocritica». È proprio questo il punto: molte società pensano di sedersi al tavolo per “incassare” qualcosa, non per fare un passo indietro sul fronte della distensione pallonara: non vorremmo che da questa iniziativa uscisse una sorta di “pace armata” che non servirebbe a nessuno e rimanderebbe soltanto tensioni e polemiche alla prossima occasione.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi