Il Comune ha scelto i nuovi nomi da iscrivere, il prossimo due novembre, nel Pantheon. Tra loro anche Antonio Iosa, fondatore del Circolo Culturale Perini

Antonio Iosa

La Commissione consultiva del Comune per le onoranze al Famedio ha reso noti i nomi delle 12 personalità che il prossimo 2 novembre saranno iscritte nel Pantheon di Milano, all’interno del Cimitero Monumentale. Tra i cittadini illustri selezionati anche Antonio Iosa, per il suo impegno civile, sociale e culturale in favore delle periferie e dei quartieri più disagiati della città.

Milanese di adozione dal lontano 1951, cresciuto e vissuto nelle difficoltà delle periferie, Antonio ha fatto della Fondazione Carlo Perini un’istituzione culturale, divenuta ormai storica nella città di Milano, e un punto di riferimento importante per il decentramento di una cultura di qualità e di eccellenza, a favore degli abitanti delle zone più disagiate.

I figli Christian, Davide e Raffaella Iosa, ringraziando l’amministrazione Comunale di Milano e la Commissione Consultiva per la decisione di iscriverlo al Famedio, citano parole di Antonio, scritte molti anni fa ma che sembrano di estrema attualità specie in questo momento storico in cui la città di Milano si sta trasformando e sta diventando uno dei principali poli attrattivi a livello mondiale; parole che sembrano altresì un appello, affinché le Istituzioni Locali proseguano con una linea politica che coinvolga sempre più le zone periferiche e disagiate della città, in un’ottica di promozione culturale e riqualificazione urbana, lasciando ai giovani il cammino della speranza:

«Gli abitanti dei quartieri di Milano, che popolano le periferie di questa grande area metropolitana, meritano un futuro migliore anche con una nuova progettualità culturale.
E il cammino della speranza è affidato alle nuove generazioni, alla quale diamo volentieri in eredità la continuità della nostra singolare esperienza, intessuta di confronto e di dialogo interculturale, ricca di studi e ricerche sul territorio urbano per valorizzare la “memoria identitaria storica ”, largamente presente dei quartieri di Milano».

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