Una sessantina di studenti di terza liceo del Collegio San Carlo di Milano hanno percorso a piedi, in sei giorni, gli ultimi cento chilometri del Cammino Francese. Un’occasione unica, un viaggio tra arte, fede e contemplazione del creato, in totale semplicità ed essenzialità

di don Andrea CATTANEO
Vice Rettore collegio San Carlo

collegio san carlo milano santiago de compostela

Dal 2 al 7 maggio sessanta studenti di terza liceo del Collegio San Carlo hanno percorso il Cammino di Santiago. Accompagnati dai loro docenti e da don Andrea Cattaneo, i ragazzi, con lo zaino in spalla, hanno percorso gli ultimi cento chilometri del Cammino Francese.

Questo Cammino si inserisce in un nuovo progetto educativo del Collegio, che vuole porre al centro di ogni viaggio di istruzione proposto ai ragazzi dei Licei l’incontro con una figura spirituale significativa.  Al primo anno di liceo con un viaggio in Sicilia si incontra Padre Puglisi; durante il secondo anno San Francesco si lascia conoscere ad Assisi; i ragazzi di terza camminano verso Santiago de Compostela con San Giacomo: in quarta Cracovia ci avvicina a Giovanni Paolo II e  la conclusione del percorso liceale ha la sua meta a Gerusalemme.

L’esperienza del Cammino di Santiago ha visto giorni intensi di emozioni e ricchi di novità, che hanno saputo vincere la stanchezza e la fatica. È stata un’occasione unica, un viaggio tra arte, fede e contemplazione del creato, in totale semplicità ed essenzialità.
La giornata iniziava con la preghiera del pellegrino, dopo la quale i ragazzi, zaino in spalla, iniziavano a macinare chilometri attraversando boschi, borghi e immense distese di piante di eucalipto.
Dopo la pausa del pranzo e una decina del Rosario recitata sempre con un’intenzione particolare, il cammino riprendeva.
Arrivati alla meta, la celebrazione della Santa Messa era preceduta da un momento di amicizia e di condivisione nelle piazze delle città. Bello vedere gli occhi stupiti dei pellegrini e dei cittadini davanti a ragazzi adolescenti che si cimentavano in balli e canti per le strade dei paesini.
La benedizione serale del pellegrino accompagnava il riposo atteso e meritato della notte. Strabiliante osservare la gioia e la facilità con cui i ragazzi si sono abituati a uno stile di vita totalmente comunitario, a cui non sono consoni. La bellezza dello stare insieme e la naturalità della condivisione hanno saputo velocemente cancellare le iniziali titubanze e perplessità, nate davanti alla richiesta di uno stile di vita così sobrio e particolare. Sei giorni per raggiungere la Tomba dell’Apostolo Giacomo e per comprendere che il vero viaggio sarebbe iniziato proprio da lì, come recita il saluto del pellegrino: “Più avanti, più in alto!”

I ragazzi sono tornati con la gioia nel cuore e con il desiderio di solcare nuove strade nella loro vita, con la consapevolezza di avere un grande compagno di viaggio che, attraverso il Vangelo, li guida anche per sentieri sconosciuti.
Per gli educatori la soddisfazione più grande è stata notare come i ragazzi siano stati in grado, giorno dopo giorno, di affidarsi, di apprezzare la semplicità, l’essenzialità, la gioia di trovare ricchezza solo nella condivisione. Sentirsi dire grazie per i giorni trascorsi insieme e per la compagnia regalata durante il Cammino è la ricompensa più grande che i docenti potessero desiderare.
Tanti studenti sono tornati con il desiderio di rifare il Cammino, chi totalmente a piedi, chi in bici, chi in solitudine, chi in compagnia. Tutti sono rimasti stupiti e soddisfatti per aver portato a termine un’esperienza che mai avrebbero pensato di vivere.
Certamente hanno messo nei cuori tanti desideri che li aiuteranno nel cammino della vita, a crescere percorrendo la strada della solidarietà e della condivisione. Farà loro memoria il motto di questo viaggio: Dall’io…al noi per una gioia perfetta.

 

 

 

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