Accogliere non significa solo rispondere ai bisogni primari, ma costruire relazioni, offrire occasioni di partecipazione e riconoscere la dignità di ogni persona. È questo il senso profondo dell’iniziativa che martedì 3 febbraio ha visto Opera Cardinal Ferrari insieme a Peck e Veneranda Biblioteca Ambrosiana riunite nel cuore di Milano per celebrare la festa di San Biagio.

Nell’imminenza della ricorrenza, nella suggestiva cornice della chiesa di San Sepolcro, monsignor Marco Maria Navoni, Prefetto dell’Ambrosiana, ha accolto i “carissimi” dell’Opera Cardinal Ferrari, storico centro diurno milanese che da oltre un secolo lavora ogni giorno al fianco delle persone in grave marginalità adulta.
La giornata è stata un momento di spiritualità, tradizione e condivisione, durante la quale sono stati benedetti i panettoni che Peck, con un gesto concreto di solidarietà, ha donato all’Opera Cardinal Ferrari insieme a prodotti gastronomici come biscotti e pasta. Un segno di vicinanza che si inserisce in una visione più ampia di responsabilità sociale e attenzione verso la comunità.
L’iniziativa voluta dal presidente di Opera Cardinal Ferrari Luciano Gualzetti, particolarmente sensibile a iniziative di inclusione socio-culturale delle persone più fragili della comunità, ha rappresentato un’occasione importante per mettere al centro dell’attenzione gli “invisibili” e ancora una volta contrastare l’emarginazione, promuovendo dignità e cultura, come insegna la carità ambrosiana.

L’iniziativa ha rappresentato anche un’occasione simbolica per raccontare il lavoro quotidiano dell’Opera Cardinal Ferrari, che non si limita all’erogazione di servizi essenziali, ma promuove percorsi di inclusione sociale e culturale a 360 gradi. Accanto ai pasti, alle docce, ai servizi sanitari e di orientamento, il Centro Diurno – aperto 365 giorni all’anno – coinvolge le persone accolte in attività educative, creative e culturali: laboratori, cineforum, biblioteca, corsi di italiano, orto solidale, momenti di socialità e confronto.
Un approccio che riconosce nella cultura, nella partecipazione e nella relazione strumenti fondamentali per contrastare l’isolamento e restituire centralità alle persone, anche – e soprattutto – nei momenti più fragili della vita.
In questo contesto, la celebrazione di San Biagio diventa molto più di un gesto simbolico: è la testimonianza di un’alleanza tra realtà diverse – impresa, istituzioni culturali e terzo settore – che condividono la volontà di costruire comunità inclusive, capaci di non lasciare indietro nessuno.



