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Trasformazioni

Mind, la smart city con l’uomo al centro

Igor De Biasio, ad di Arexpo, presenta il distretto, «un luogo dove sia bello vivere e lavorare. Abbiamo invitato l’Arcivescovo perché non si può innovare senza una dimensione spirituale»

di Annamaria Braccini

1 Marzo 2023

«Trasformare un’area che ha rilanciato Milano con Expo 2015 in un progetto che vorrebbe dare ancora più prestigio alla metropoli, alla Lombardia e a tutto il Paese». È questa la parola d’ordine del nuovo progetto Mind che, in una moderna concezione di smart city, ospiterà studenti universitari, ricercatori e anche un grande ospedale come il “Galeazzi-Sant’Ambrogio” che parla di cura e di ricerca all’avanguardia. A queste «tre grandi ancore si lega, inoltre, la parte dedicata alle imprese», come sottolinea Igor De Biasio, amministratore delegato di Arexpo, la società pubblica che guida lo sviluppo del progetto.

A che punto è la realizzazione di Mind?
Avendo sul sito Human Technopole, il più grande istituto di ricerca pubblico italiano, già operativo, l’Ospedale “Galeazzi”, attivo dal settembre scorso, e l’Università degli Studi che sta iniziando i lavori per il suo polo, sono arrivate anche imprese private molto importanti quali AstraZeneca, Illumina – colosso statunitense – e l’acceleratore di start-up SkyDeck. Quest’ultimo ha sempre avuto un’unica sede in California, a Berkeley, ma ha deciso di aprire una sede fuori dagli Usa per le realtà non americane e ha scelto Milano, ha scelto Mind. Si dice sempre della fuga dei nostri giovani, dei cervelli, ma qui assistiamo al fenomeno opposto.

Mind è anche un progetto che tiene conto della sostenibilità ambientale…
Abbiamo sempre detto che Mind pone l’uomo al centro e intende farlo anche nell’ottica della cura di un mondo dove sia bello vivere e lavorare. Più di metà del sito è dedicato ad aree verdi con parchi, o a quelle che chiamiamo aree blu, che sono i canali, le darsene di Expo recuperate e rese balneabili. Abbiamo anche riallestito la “collina mediterranea”, una delle componenti di Expo, dove oggi viene prodotto l’unico olio extravergine di oliva made in Milano. Inoltre, il decumano dell’Esposizione 2015 è stato trasformato in un parco lineare di un chilometro e mezzo.

Quante persone ogni giorno saranno presso l’area Mind?
Circa 7-8.000 tra studenti e ricercatori potranno scegliere di vivere in affitto a Mind, che non prevede case di proprietà. Il distretto ospiterà, ogni giorno, tra le 70-80 mila persone: 20 mila per la  Statale, più o meno un migliaio per Human Technopole, 6-7 mila unità per il “Galeazzi”, cui occorre aggiungere i lavoratori delle realtà private.

Si tratta di un progetto di grande impatto economico…
Solo a oggi gli investimenti sono nell’ordine di 3-4 miliardi, che provengono – e ne andiamo fieri – più dal settore privato che dal pubblico. Da una stima che abbiamo fatto, solo gli stipendi delle 70 mila persone che lavoreranno nell’area superano i 10 miliardi di euro.

Igor De Biasio (Mind)
Igor De Biasio

Quando si entrerà, a pieno regime, nelle attività?
La data di completamento del progetto dovrebbe essere il 2031 ma, per dimensioni, Mind cambierà marcia intorno al 2025-2026, perché saranno terminati il polo universitario e la prima parte della costruzione privata, che ospiterà 15 mila persone.

Perché avete invitato l’Arcivescovo?
Per noi è stata molto importante la presenza di monsignor Delpini perché è fondamentale innovare, ma creando valore per l’uomo, e questo non lo si può fare senza una dimensione spirituale. Il fatto che Mind e l’Arcivescovo si siano incontrati, per studiare insieme come realizzare qui una presenza della Chiesa, dà la misura dell’importanza del progetto che stiamo realizzando.

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