Costel Ghinea, 15 anni, dopo lo sgombero del campo di via San Dionigi, frequenta la scuola e il doposcuola di Nocetum. Ha ricevuto il premio speciale di "Immicreando" per il suo racconto "La fisarmonica di Alex"

di Silvio MENGOTTO
Redazione

La fisarmonica di Alex è il titolo di un racconto di Costel Ghinea, giovanissimo rom, che ha ricevuto il premio speciale di “Immicreando”, un concorso per giovani scrittori riservato agli stranieri e organizzato dalla Pastorale diocesana per i migranti. Quest’anno si è celebrata l’ottava edizione con a tema “Valori, eredità, talenti: un patrimonio prezioso”.
Il racconto non è autobiografico, ma parla della storia dell’amico Eduard, musicista di violino. Alex, scrive Costel, è «un ragazzo sensibile e amante del suo prossimo. Ha due mani lunghe e sottili, da musicista». Lasciata la Romania, anche in Italia il piccolo Alex trova difficoltà. Un giorno manca il professore di musica, Alex prende la fisarmonica e suona «una bella melodia della sua terra. I suoi compagni di classe sono colpiti dalla dolcezza e dalla forza di quella musica che parla di prati, foreste e di fiumi lenti e tranquilli. Quando le dita di Alex lasciano i tasti della fisarmonica scoppia un applauso fortissimo: Alex capisce di aver conquistato degli amici e questo lo riempie di gioia. Anche in Italia ha trovato musica e amicizia». Nel saggio di fine anno scolastico i professori invitano Alex a suonare la «ballata romena preferita che parla dell’estate, di giochi all’aria aperta, di cieli azzurri e dei sogni per il futuro di un ragazzo di quindici anni».
Oggi Costel ha quindici anni, anche dopo lo sgombero del campo di S. Dionigi ha continuato a frequentare la scuola e il doposcuola organizzato da suor Ancilla Beretta e Gloria Mari di Nocetum. Alla presenza di monsignor Giancarlo Quadri, responsabile diocesano per i migranti, la premiazione pubblica si è svolta domenica 13 giugno nella chiesa di S. Stefano. Tra i fedeli che gremivano la chiesa molti peruviani, filippini e compagni di classe di Costel.
Al campo di via S. Dionigi, Costel aveva otto anni e con altri bambini, aiutati da Nocetum e Casa della Carità, cominciò a frequentare scuola e doposcuola. Prima le elementari, poi la media, oggi la prima classe di ragioneria. Costel inizia la frequenza a fine novembre con qualche difficoltà. Con l’aiuto dei volontari recupera i debiti meravigliando gli insegnanti.
Il doposcuola a Nocetum accoglie ogni venerdì 30 tra bambini e ragazzi, si estende anche agli studenti delle medie e quest’anno a chi frequenta le prime classi superiori, come Costel e Laurentium iscritti a ragioneria. Laurentium, anche lui ragazzo rom dell’ex campo di S. Dionigi, «fa di tutto – dice suor Gloria – per non trascurare lo studio perché lavora e aiuta la famiglia». Oggi, dice suor Ancilla, gli ex bambini di S. Dionigi «coltivano anche il desiderio di quando saranno grandi. Qualcuno pensa alla casa, Costel vorrebbe rimanere in un “campo” che non sia una baraccopoli, ma un piccolo villaggio fatto bene, con i dovuti servizi, dove ci sia la dignità collettiva dello stare insieme in sicurezza». La fisarmonica di Alex è il titolo di un racconto di Costel Ghinea, giovanissimo rom, che ha ricevuto il premio speciale di “Immicreando”, un concorso per giovani scrittori riservato agli stranieri e organizzato dalla Pastorale diocesana per i migranti. Quest’anno si è celebrata l’ottava edizione con a tema “Valori, eredità, talenti: un patrimonio prezioso”.Il racconto non è autobiografico, ma parla della storia dell’amico Eduard, musicista di violino. Alex, scrive Costel, è «un ragazzo sensibile e amante del suo prossimo. Ha due mani lunghe e sottili, da musicista». Lasciata la Romania, anche in Italia il piccolo Alex trova difficoltà. Un giorno manca il professore di musica, Alex prende la fisarmonica e suona «una bella melodia della sua terra. I suoi compagni di classe sono colpiti dalla dolcezza e dalla forza di quella musica che parla di prati, foreste e di fiumi lenti e tranquilli. Quando le dita di Alex lasciano i tasti della fisarmonica scoppia un applauso fortissimo: Alex capisce di aver conquistato degli amici e questo lo riempie di gioia. Anche in Italia ha trovato musica e amicizia». Nel saggio di fine anno scolastico i professori invitano Alex a suonare la «ballata romena preferita che parla dell’estate, di giochi all’aria aperta, di cieli azzurri e dei sogni per il futuro di un ragazzo di quindici anni».Oggi Costel ha quindici anni, anche dopo lo sgombero del campo di S. Dionigi ha continuato a frequentare la scuola e il doposcuola organizzato da suor Ancilla Beretta e Gloria Mari di Nocetum. Alla presenza di monsignor Giancarlo Quadri, responsabile diocesano per i migranti, la premiazione pubblica si è svolta domenica 13 giugno nella chiesa di S. Stefano. Tra i fedeli che gremivano la chiesa molti peruviani, filippini e compagni di classe di Costel.Al campo di via S. Dionigi, Costel aveva otto anni e con altri bambini, aiutati da Nocetum e Casa della Carità, cominciò a frequentare scuola e doposcuola. Prima le elementari, poi la media, oggi la prima classe di ragioneria. Costel inizia la frequenza a fine novembre con qualche difficoltà. Con l’aiuto dei volontari recupera i debiti meravigliando gli insegnanti.Il doposcuola a Nocetum accoglie ogni venerdì 30 tra bambini e ragazzi, si estende anche agli studenti delle medie e quest’anno a chi frequenta le prime classi superiori, come Costel e Laurentium iscritti a ragioneria. Laurentium, anche lui ragazzo rom dell’ex campo di S. Dionigi, «fa di tutto – dice suor Gloria – per non trascurare lo studio perché lavora e aiuta la famiglia». Oggi, dice suor Ancilla, gli ex bambini di S. Dionigi «coltivano anche il desiderio di quando saranno grandi. Qualcuno pensa alla casa, Costel vorrebbe rimanere in un “campo” che non sia una baraccopoli, ma un piccolo villaggio fatto bene, con i dovuti servizi, dove ci sia la dignità collettiva dello stare insieme in sicurezza».

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