Sabato alla 1,30 di notte l'ingegnere si è spento nella casa di Mesero

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Redazione Diocesi

È tornato al Padre all’età di 98 anni Pietro Molla, marito di santa Gianna Beretta Molla. Sabato alla 1,30 di notte l’ingegnere si è spento nella casa di Mesero in cui viveva insieme alla figlia Gianna Emanuela. Proprio per permettere la nascita di “Giannina”, nel 1962, la madre rinunciò alle cure dando la propria vita pur di salvare la bimba: per questi ed altri meriti, Giovanni Paolo II nel 2004 la proclamò santa.

Il 24 settembre del 1955, Gianna e Pietro si sposarono nella basilica di San Martino, a Magenta. Il loro fidanzamento fu caratterizzato da una fitta corrispondenza: le lettere che Gianna ha indirizzato a Pietro traboccano di affetto, di fede, di gioia e, al tempo stesso, esprimono con insistenza il proposito di donarsi per formare una famiglia veramente cristiana, il ringraziamento a dono meraviglioso della vita, la fiducia che la Provvidenza veglierà sicuramente sulla nuova famiglia.In una delle rare occasioni in cui ha parlato di santa Gianna in pubblico, Pietro Molla ha detto: «Non mi sono mai accorto di vivere con una santa». Per poi precisare che la santità «non è fatta solo di segni straordinari» e che l’esempio della moglie «avrebbe fatto del bene a molte mamme».Pietro Molla, conosciuto in paese come “l’ingegnere”, non era uomo di molte parole: si ricordano poche sue dichiarazioni pubbliche o interviste. Custodiva nel cuore il ricordo di Gianna: quella che per il mondo è una santa, per Pietro era l’amore di una vita. A lei è andato il pensiero anche negli ultimi momenti di vita.

Pietro Molla si è spento serenamente, circondato dall’affetto della sorella e dei figli. Si trovava nella casa di famiglia, a pochi chilometri dal santuario dedicato all’amata moglie, santa Gianna Beretta Molla, la santa della famiglia, punto di riferimento diocesano ed esempio splendido di amore per tutte le coppie di sposi. È tornato al Padre all’età di 98 anni Pietro Molla, marito di santa Gianna Beretta Molla. Sabato alla 1,30 di notte l’ingegnere si è spento nella casa di Mesero in cui viveva insieme alla figlia Gianna Emanuela. Proprio per permettere la nascita di “Giannina”, nel 1962, la madre rinunciò alle cure dando la propria vita pur di salvare la bimba: per questi ed altri meriti, Giovanni Paolo II nel 2004 la proclamò santa.Il 24 settembre del 1955, Gianna e Pietro si sposarono nella basilica di San Martino, a Magenta. Il loro fidanzamento fu caratterizzato da una fitta corrispondenza: le lettere che Gianna ha indirizzato a Pietro traboccano di affetto, di fede, di gioia e, al tempo stesso, esprimono con insistenza il proposito di donarsi per formare una famiglia veramente cristiana, il ringraziamento a dono meraviglioso della vita, la fiducia che la Provvidenza veglierà sicuramente sulla nuova famiglia.In una delle rare occasioni in cui ha parlato di santa Gianna in pubblico, Pietro Molla ha detto: «Non mi sono mai accorto di vivere con una santa». Per poi precisare che la santità «non è fatta solo di segni straordinari» e che l’esempio della moglie «avrebbe fatto del bene a molte mamme».Pietro Molla, conosciuto in paese come “l’ingegnere”, non era uomo di molte parole: si ricordano poche sue dichiarazioni pubbliche o interviste. Custodiva nel cuore il ricordo di Gianna: quella che per il mondo è una santa, per Pietro era l’amore di una vita. A lei è andato il pensiero anche negli ultimi momenti di vita. Pietro Molla si è spento serenamente, circondato dall’affetto della sorella e dei figli. Si trovava nella casa di famiglia, a pochi chilometri dal santuario dedicato all’amata moglie, santa Gianna Beretta Molla, la santa della famiglia, punto di riferimento diocesano ed esempio splendido di amore per tutte le coppie di sposi.

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