Nelle piattaforme e nei convogli elevatissime concentrazioni di polveri sottili, superiori ai valori registrati in superficie: i livelli superano quelli di Barcellona e San Francisco


Redazione

23/05/2008

di Cristina CONTI

Viaggiare in metrò a Milano fa male alla salute. All’interno dei treni si respirano polveri sottili più che all’esterno. E i valori sono davvero impressionanti. Secondo le centraline della Società italiana di medicina generale (Simg), si arriva a 100 microgrammi al mc di Pm2.5 e 500 di Pm10 all’interno dei vagoni, quando la soglia di allarme è fissata a 25 e 50.

«In tutte le piattaforme e nei convogli si registrano concentrazioni elevatissime di articolato fine, superiori ai valori in superficie», spiega Giovanni Invernizzi, allergologo e responsabile del laboratorio di ricerca ambientale della Simg.

Non solo. Al capoluogo lombardo spetta anche la palma del più alto livello di polveri sottili in metrò rispetto alle altre città del mondo. Milano è la prima per inquinamento sotterraneo rispetto a Barcellona, Stoccolma e persino San Francisco. E questo perché lo smog si muove. Scende le scale, si attacca alle pareti dei tunnel, scende nei metrò e si accumula nelle stazioni. Con conseguenze disastrose per la salute dei cittadini.

A farne le spese, infatti, sono soprattutto cardiopatici, pazienti con malattie respiratorie e bambini: bastano poche ore di tragitto al giorno, come quelle che deve affrontare chi lavora o va a scuola dalla parte opposta della città e sceglie la metropolitana per abbreviare i tempi. «Già in tempi brevi chi è soggetto a patologie respiratorie, o comunque ad allergie, va incontro a un peggioramento significativo dei sintomi», precisa Invernizzi.

Contro questa drammatica situazione il Pd ha presentato un’interrogazione nella Giunta regionale per far luce su tutte le possibili cause del fenomeno e per chiedere l’installazione di filtri di depurazione dell’aria.

Intanto dall’Azienda tranviaria si difendono: «Facciamo misurazioni periodiche e i convogli vengono puliti regolarmente». Ma annunciano anche che è in arrivo un piano antinquinamento: nove centraline di controllo delle polveri in altrettante stazioni, dati pubblicati sul web, sistemi di aria condizionata su tutti i treni entro il 2009 (progetto revamping) e nuovi ventilatori sulle banchine.

«Iniziative meritorie – commenta Invernizzi -. Certo, però, sarebbe importante affidare anche il monitoraggio dei risultati ottenuti a un ente esterno certificatore».

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