Redazione

Attraverso la scelta di alcuni discorsi famosi, l’esposizione propone l’orizzonte culturale nel quale Robert Kennedy si trovò a operare. Kennedy diventò popolare perché uomo coraggioso: dichiarò guerra alla mafia, rivide le sue posizioni sul Vietnam: «Tutti gli uomini sbagliano, ma un uomo onesto quando si accorge che cammina su una strada sbagliata, si arresta e ripara il male che ha fatto, il solo grande peccato è l’orgoglio». Uomo in grado di mettersi in gioco in ogni momento, ebbe una limpida capacità di autocritica. Ancora oggi stupisce l’intensità del suo impegno, il senso di giustizia e abnegazione, la lotta per i diritti civili dei neri e la sua «straordinaria capacità di coniugare tensione morale e capacità operative». Come dice lo scrittore Jack Newfield, «Bob voleva vedere il mondo attraverso gli occhi degli altri». Il 4 aprile 1968 fu ucciso Martin Luther King. In tutta l’America nella notte esplode la violenza in più di 100 città, tranne che a Indianapolis, dove Kennedy tiene un discorso e dice; «Nella nostra disperazione, contro la nostra volontà, arriva la saggezza attraverso la tremenda grazia di Dio. Ciò di cui abbiamo bisogno negli Stati Uniti non è la divisione, non è l’odio, non è la violenza e l’illegalità, ma l’amore e la saggezza… Dedichiamoci a quanto i greci scrissero così tanti anni fa: domare la ferocia dell’uomo, e fare mite la vita del mondo».
La mostra è allestita al Transetto di Piazza dell’Assunta 1 a Milano, fino al 18 ottobre (sabato e domenica h 10-13 e 15-19; lunedì – venerdì h 16-19). Info: RobertKennedy@gmail.com

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