Al via un progetto sperimentale che, dalla ricerca all'intervento sul campo, affronta le problematiche dell'adolescenza in collaborazione tra scuola, famiglia e territorio


Redazione

05/06/2008

di Maria Teresa ANTOGNAZZA

Adulti sempre più in affanno sull’educazione dei giovanissimi; insegnanti che si arrendono di fronte a un invalicabile muro comunicativo; genitori a corto di strategie per dialogare con i propri ragazzi. Parte da una ricognizione spietata del contesto attuale e della crisi dei luoghi tradizionali dell’educazione il progetto sperimentale che il “Creada”, Centro di relazione educativa adulto-adolescente, si prepara a lanciare a Varese nel prossimo autunno.

“I luoghi dell’educazione in dialogo. Costruire la rete educativa attraverso le persone” è il titolo del percorso che verrà presentato al centro convegni De Filippi di Varese venerdì 6 giugno alle 17.30. Chiamata generale all’appello: genitori, insegnanti delle superiori, educatori degli oratori o dei centri di aggregazione giovanile, operatori dei servizi e delle diverse realtà territoriali del Varesotto sono invitati a mettersi in gioco per affrontare insieme le problematiche dell’adolescenza e dell’età giovanile.

Il progetto di ricerca e intervento sul campo vede il coinvolgimento dell’Università Cattolica di Milano, della Confederazione italiana consultori familiari di ispirazione cristiana, dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, dell’Associazione per l’Abbazia di Mirasole e della Regione Lombardia, con il sostegno della Banca Popolare di Milano.

Uno strumento con il quale il centro “Creada”, che si occupa di ricerca scientifica e consulenza sull’adolescenzialità, vuole agire su più fronti: innanzitutto quello dell’incontro e confronto tra adolescenti e adulti, dotando questi ultimi di conoscenze e supporti metodologici all’avanguardia; poi, facilitando il dialogo con gli adolescenti su temi personali, come il significato dell’esistenza e i valori, ma anche facendo incontrare gli adolescenti fra di loro, offrendo occasioni di socializzazione che favoriscano la costruzione del senso di appartenenza e l’identità sociale di ciascuno. Chiamata in causa esplicita per la scuola, ma anche per il territorio nella sua interezza, per avviare un vero e proprio lavoro di rete.

«Lungi da noi, però, affrontare questo tema considerando gli adolescenti un problema – commenta il rettore dell’Istituto De Filippi di Varese, don Luca Violoni, che è anche responsabile zonale della Pastorale giovanile -. Sono una risorsa, un dono, anche se ci pongono domande grosse e spesso sono provocatori nei nostri confronti. La scommessa attuale ritengo che sia più che la prevenzione, quella della proposta, una proposta credibile, positiva, capace di dare risposte alle domande esigenti dei nostri ragazzi».

Il sacerdote varesino, che ogni giorno si trova a contatto con oltre duecento adolescenti che frequentano l’istituto alberghiero del De Filippi, è reduce da un incontro su spiritualità e coscienza negli adolescenti: «Insieme a molte scuole varesine – spiega – abbiamo messo a fuoco proprio l’idea che se un ragazzo trova un motivo vero, una cosa che gli dà piacere, dentro un contesto positivo, lì si ferma; altrimenti cerca altrove, magari in esperienze potenzialmente distruttive».

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