La struttura voluta e progettata dalla Fondazione Alessio Tavecchio, già interamente finanziata, rischia di non poter essere realizzata a causa della mancata approvazione della variante del Pgt

Open Village Monza

«L’Open Village Monza è appeso a un filo»: questo il drammatico appello lanciato dalla Fondazione Alessio Tavecchio di Monza, dopo 11 anni giunta a un passo dalla concessione edilizia che avrebbe permesso di dare finalmente inizio ai lavori di costruzione della struttura. «Nell’arco di circa due anni – si legge in un comunicato -, avremmo così potuto realizzare un Centro Polifunzionale integrato, unico nel suo genere perché aperto a tutti, di riabilitazione, medicina dello sport, formazione professionale, sport, fitness e benessere della persona, assistenza legale, sostegno psicologico, asilo nido, residenza per anziani, centro diurno disabili, servizio trasporti per disabili e anziani, il tutto per un investimento globale, interamente finanziato da privati, di circa 20 milioni di euro».

L’importo citato rende l’idea dell’importanza dell’investimento, in termini di lavoro e di ricaduta positiva sul tessuto sociale del territorio. «Così come è facile sottolineare la rilevanza sociale ed economica della presenza al nostro fianco di oltre venti prestigiose aziende italiane e internazionali – continua la nota della Fondazione -, pronte a dare un contributo concreto in termine di prezzi, servizi e forniture alla costruzione del nostro Open Village Monza».

L’approvazione del Piano di Governo del Territorio e delle sue varianti era condizione imprescindibile per la concessione del permesso di costruire, «ultimo anello di una infinita catena burocratica, che avrebbe dato il via definitivo ai lavori». E invece «l’inopinata assenza di alcuni consiglieri ha costretto l’amministrazione al rinvio di tale approvazione, facendo slittare tutto il procedimento a dopo le ormai incombenti elezioni amministrative. Questo ulteriore ritardo comporta la concreta possibilità che il nostro Partner finanziatore, una multinazionale di risonanza europea, possa rescindere la sua obbligazione con noi per la decorrenza di quei termini temporali che costituivano parte fondante dell’impegno assunto. Gli ultimi 18 mesi, trascorsi nell’attesa dell’adozione e dell’approvazione della variante del Pgt, hanno consumato tutta la pur prudente tempistica che era stata programmata per soddisfare, oltre alle nostre, anche le esigenze gestionali ed imprenditoriali dell’Azienda finanziatrice dell’intera operazione».

Dalla Fondazione parte quindi un appello: «Ci rivolgiamo a tutte le forze politiche in campo al fine di ottenere, entro e non oltre il prossimo 30 giugno, una dichiarazione definitiva e vincolante da parte del nuovo Sindaco e della nuova Giunta che consenta alla Fondazione Alessio Tavecchio Onlus di continuare, grazie a una tempistica ben definita e non modificabile, nella realizzazione del Centro e alla cittadinanza monzese di non perdere una clamorosa occasione di solidarietà a costo zero per la comunità, da un lato, e di opportunità di lavoro per un ampio numero di persone dall’altro».

«Saremo i primi a congratularci con la nuova amministrazione di Monza – conclude la nota -, ma anche i primi a chiedere loro un impegno immediato e inderogabile al fine di evitare che il filo sottile delle nostre residue speranze non si spezzi definitivamente».

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