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Intervista

«La Statale, presidio di conoscenza aperto alla città e attento alle fragilità»

Marina Brambilla, Rettrice eletta dell’Università degli Studi, entrerà in carica in ottobre. Concorda con la visione dell'ateneo che ha l’Arcivescovo, delinea i contributi che può dare in ordine alla pace e all'equità sociale, illustra i progetti di ampliamento e le iniziative per il diritto allo studio

di Giacomo COZZAGLIO

20 Maggio 2024
Marina Brambilla

Nelle sue Sette lettere per Milano (leggi qui), l’arcivescovo Mario Delpini ha definito le università un luogo dove formare «un pensiero critico, lucido e fiero». Un appello forte in una città che conta circa 200 mila studenti distribuiti nei suoi atenei, il principale dei quali è l’Università degli Studi con 60 mila iscritti. Proprio qui, nell’anno del suo centenario, lo scorso 18 aprile è stata eletta nuova rettrice Marina Brambilla, docente di Linguistica tedesca e attuale prorettrice per i servizi agli studenti.

«Sono profondamente d’accordo con le parole dell’Arcivescovo – afferma -. Come ho più volte affermato, gli anni che stiamo vivendo e quelli che ci aspettano sono cruciali per tutti gli atenei e anche per la Statale, tra instabilità a livello internazionale e la necessità di un profondo cambiamento sui temi delle transizioni digitale e ecologica». La sfida per gli atenei è «ripensarsi sempre più internazionali, inclusivi e contemporanei» e per la Statale quella di essere «un luogo dove, attraverso la ricerca e l’approfondimento culturale, si possa costruire la pace intesa come un dialogo che porti avanti i temi dell’equità anche a livello sociale».

Una parola dell’Arcivescovo viene ripresa dalla nuova Rettrice: la fierezza intesa come «orgoglio di sentirsi comunità coesa, coerente e riconoscibile all’esterno grazie alle nostre missioni di formazione e ricerca».

Il nuovo campus a Mind

Al centro del programma della Rettrice eletta, che entrerà in carica in ottobre, c’è la visione di un ateneo policentrico: la sede di Festa del Perdono rimarrà il cuore, ma anche gli altri poli avranno un loro ruolo quali «hub del sapere». Su questo fronte l’intervento più significativo è il trasferimento al campus Mind (ex area Expo) dei dipartimenti scientifici di Città Studi, che saranno sostituiti dal campus per i Beni culturali e le Scienze sociali: «I tempi sono finalmente maturi: la posa della prima pietra ha già avuto luogo e stanno iniziando i lavori. Nell’anno accademico 2027-28 partiremo a Mind con oltre 20 mila studenti», spiega Brambilla, ricordando «un finanziamento di 80 milioni ricevuto nell’ultima Finanziaria, che è andato a colmare il problema dell’aumento dei costi di costruzione. Nell’area Mind avremo non solo la possibilità di realizzare le nostre attività di didattica e di ricerca, ma anche di trovarci in un ecosistema votato all’innovazione, usufruendo dei rapporti con Human Technopole, l’ospedale Galeazzi e tutte le aziende presenti» precisa.

Più esenzioni dalle rette

Anche gli iscritti alla Statale devono fare i conti con il costo della vita in città e la mancanza di alloggi. Tra i provvedimenti attuati dalla professoressa Brambilla per garantire il diritto allo studio figura l’ampliamento delle esenzioni dal pagamento delle rette: «In questi anni abbiamo aumentato la no-tax area per i redditi da 14 mila euro del 2018 fino agli attuali 30 mila. Arriveremo quindi a quasi la metà dei nostri iscritti, che potranno studiare senza pagare le tasse universitarie», spiega.

La neo Rettrice vuole occuparsi con particolare attenzione anche della “fascia media”, ovvero «quella dai 24 mila fino a 40 mila euro di reddito che non rientra al momento nel percorso del diritto allo studio. È una fascia alla quale dobbiamo dare attenzione, perché rischiamo di risultare meno attrattivi per questi studenti che non hanno diritto alle borse di studio e faticano a sostenere i costi di vita nella città di Milano».

Alla domanda se l’estensione della no-tax area sia sostenibile per le casse dell’ateneo, la docente risponde che «l’ultima misura adottata ha un costo contenuto: quasi il 70% delle nostre entrate da tasse vengono dalla fascia alta dei non dichiaranti l’Isee. Quindi l’equilibrio di bilancio è assicurato».

Accoglienza e attrattività

Per quanto riguarda la residenzialità per studenti, ci sono alcuni progetti già in atto. «Abbiamo avuto un finanziamento dal Ministero dell’Università e ricerca per una seconda residenza in via Attendolo Sforza con circa 300 posti – racconta -. Abbiamo già un accordo per 400 posti per il diritto allo studio sull’area Mind e andremo a realizzare residenze nelle attuali torri di biologia a Città Studi quando avremo pronto Campus Mind».

Assieme all’accoglienza degli studenti, altro obiettivo è l’attrattività internazionale. In questo rientra la partecipazione della Statale alla 4EU+ University Alliance, una rete tra atenei europei per sviluppare percorsi educativi congiunti. Altre strade sono «ampliare l’offerta in lingua inglese, aprendo nuovi corsi e rivedendo quelli che non rispondono più alle esigenze degli studenti o del mercato». «Al contempo, dovremo lavorare in accordo con Paesi extraeuropei tramite le ambasciate per un’attività di internazionalizzazione sempre più basata su accordi e cooperazione: spesso tanti studenti cercano di iscriversi da noi, ma poi per vari motivi non riescono a ottenere i visti o hanno difficoltà nello spostarsi», aggiunge.

Ma l’università è soprattutto una comunità dove ogni persona possa sentirsi accolta, quali che sia la sua storia. «Mi piacerebbe che nei prossimi anni la parola fragilità fosse sempre meno un problema per i nostri studenti e che la Statale sia in grado di avere un supporto per le fragilità economiche, psicologiche e legate ai disturbi dell’apprendimento», conclude Brambilla, sottolineando l’immagine dell’ateneo quale «presidio della conoscenza e della ricerca di base, attento ai bisogni del mondo del lavoro e della ricerca applicata e aperto alla città».