Innovativo esempio di “green infrastructure”, coniuga l’esigenza di contenimento delle acque con la valorizzazione ambientale e la fruizione dei luoghi all’aperto

Parco dell'Acqua Arcore

Folta partecipazione, tanto interesse e molta curiosità hanno caratterizzato ad Arcore l’apertura al pubblico del primo Parco dell’Acqua di BrianzAcque. Un innovativo format di green infrastructure, capace di integrare il contenimento delle acque meteoriche con la valorizzazione naturalistica dei luoghi e la possibilità di utilizzarli a scopo ludico, didattico, ricreativo. La cerimonia inaugurale con il tradizionale taglio del nastro ha visto l’intervento del Presidente e Aa di BrianzAcque, Enrico Boerci, del neo eletto sindaco della città brianzola, Maurizio Bono, e del vice Presidente della Provincia di Monza e Brianza, Riccardo Borgonovo.

Ha esordito Boerci: «Sono felice e orgoglioso di consegnare alla comunità locale e a tutti coloro che ne vorranno usufruire questo prototipo di spazio verde. Frutto di una progettazione multidisciplinare e adattiva alle sfide del cambiamento climatico, il Parco dell’Acqua, innovativo e sostenibile, oltrepassa il concetto di vasca volano. Ne è un’evoluzione in quanto struttura, da un lato, utile per proteggere il territorio dagli allagamenti e, dall’altro, attrattiva per permettere di godere di un ambiente naturale pensato anche con finalità sociali e di aggregazione per grandi e piccini».

Da parte sua Bono ha dichiarato: «Con molto piacere assisto all’inaugurazione del primo Parco dell’Acqua, un innovativo parco pubblico cittadino che coniuga l’attenzione al rispetto e alla valorizzazione delle risorse naturali presenti sul territorio. I valori che esso può trasmettere, saranno sicuramente d’ispirazione ed educativi per tutti i suoi frequentatori. Considerato il grande valore sociale di tale progetto, che contribuisce ad arricchire la vita cittadina arcorese, sarà cura dell’Amministrazione cercare di valorizzarlo sempre più negli anni a venire».

Ha affermato Borgonovo: «È una splendida realizzazione che va verso una nuova concezione dello smaltimento delle acque piovane. Un intervento che sarà riportato nelle linee guida di intervento territoriale del PTCP in approvazione e che si allinea perfettamente alla legge regionale sull’invarianza idraulica».

L’opera, realizzata in nove mesi, nel pieno rispetto del cronoprogramma, lungo un ettaro di terreno di proprietà comunale, si trova tra via Monte Bianco e via Gran Sasso. Messa a punto dal settore progettazione e pianificazione della monoutility dell’idrico con il contributo di affermati studi di architettura e di ingegneria, è costata circa 650 mila euro, di cui 359 finanziati da Regione Lombardia nell’ambito dell’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale “Contratto di Fiume Lambro Settentrionale”.

Com’è fatto


Protettivo. Naturalistico. E partecipativo. Visivamente, la struttura base del Parco dell’Acqua con leit motiv il paesaggio dell’oro blu, si compone di un bacino di infiltrazione per la raccolta delle acque meteoriche. Un grande invaso naturale, piantumato con specie di vegetazione igrofila, in grado di accogliere, di accumulare acqua fino a una capienza di 14 mila metri cubi, per poi disperderla lentamente. Un prato verde su cui, in assenza di pioggia, si può tranquillamente camminare, simbolo e landmark dello stesso parco. Tutt’attorno, l’infrastrutturazione verde, concepita come opportunità per ricostruire ambiente e paesaggio con l’ambizione di promuovere una nuova cultura ecologica e di offrire funzioni di uso comunitario. E così sono stati ricavati un laghetto, sentieri e percorsi pedonali fino a intercettare i tracciati ciclopedonali già esistenti con aree di sosta per il pic-nic, spazi per attività ludiche e didattico-educative per bimbi e adulti. Ancora: orti comuni, limitati da canali d’acqua piovana per l’irrigazione, a garanzia di una gestione sostenibile e consapevole della risorsa idrica. E naturalmente, giochi d’acqua autoalimentati attraverso sistemi di pompaggio senza l’utilizzo di energia elettrica. L’intero contesto risulta abbellito dalla piantumazione di elementi tipici del paesaggio agrario brianzolo: filari, prato, alberi solitari ed elementi d’arredo urbano realizzati con materiali assolutamente naturali e riciclabili. Uno scenario ideale per fornire non solo alla comunità locale, ma anche ai nuovi flussi turistici di prossimità sviluppatisi con la pandemia, momenti e occasioni di svago, di relax, di incontro e di crescita culturale e sociale.        

Un modello replicabile in altri Comuni


Quello di Arcore rappresenta il progetto pilota di una serie di analoghe green infrastructure che BrianzAcque replicherà in altri Comuni dell’ambito gestito, laddove esistano necessità legate al contenimento delle acque piovane e dove gli spazi lo consentano. Tra Bernareggio e Carnate, all’interno dell’area sportiva del CTL3, è già in avanzata fase di costruzione un secondo parco dell’acqua che si estende su una superficie di 24 mila mq, il doppio di quella Arcorese. La conclusione dei lavori è prevista per il primo trimestre 2022. Anche quest’opera vede il cofinanziamento di Regione Lombardia per 1,13 mln di euro, la metà dell’impegno economico di spesa pari a 2, 26 mln di euro. Sempre nel Vimercatese, è in corso di progettazione, un terzo intervento fra Sulbiate e Aicurzio e altri, ne seguiranno. In questo senso, i Parchi dell’Acqua rappresentano ulteriori tasselli che il gestore pubblico del servizio idrico integrato di Monza e Brianza va ad aggiungere al piano di misure progressive di adattamento al cambiamento climatico volto a rendere sempre più resiliente il territorio di riferimento.  Come spiega l’ing. Massimiliano Ferazzini, direttore settore progettazione e pianificazione aziendale, con questa opera, BrianzAcque risponde al crescente bisogno di dotare il territorio di efficaci strategie di difesa dagli effetti del cambiamento climatico, portando contestualmente valore in termini di rigenerazione urbana e di fruibilità degli spazi. La gestione delle acque meteoriche diventa così un’opportunità per portare benefici multi-obiettivo diffusi.

Un logo come segno distintivo

Per contrassegnare e identificare i Parchi dell’Acqua di BrianzAcque, è stato coniato un apposito logo. In una base circolare che riprende il brand aziendale e che sta a simboleggiare l’abbraccio e la protezione del luogo, sono inseriti un cerchio azzurro rappresentativo dell’acqua e un tracciato quale rimando ai percorsi ciclo pedonali. Il logo culmina con una farfalla stilizzata. Oltre a richiamare il concetto di natura, quest’insetto è forse l’animale più affascinante nella sua trasformazione. Una metamorfosi che si realizza con la rigenerazione degli spazi in oasi verdi e con la successiva messa a disposizione della collettività.

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