Benedetta dal cardinale Parolin la casa dove abiteranno mamme, bambini, nuclei in difficoltà e cittadini solidali. In dialogo con il territorio

La-Corte-di-Quarto

365 giorni. Questa è la durata record dei lavori che hanno portato alla realizzazione della Corte di Quarto, edificio che sorge a fianco (e a completamento) di CasArché e dove da tre anni Fondazione Arché accoglie una comunità mamma-bambino . Nel quartiere di Quarto Oggiaro, nella periferia milanese, tra Milano e Novate Milanese.

Ad aprire le porte della casa di via Lessona 70 è stato un ospite speciale, il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, che martedì 17 dicembre ha partecipato alla cerimonia insieme a padre Giuseppe Bettoni, fondatore e presidente di Fondazione Arché, a Gabriele Rabaiotti, Assessore alle Politiche Sociali e Abitative del Comune di Milano in rappresentanza del Sindaco di Milano e della Città Metropolitana, a Daniela Maldini, Sindaco del Comune di Novate Milanese, a Simone Zambelli, Presidente del Municipio 8. «Questa è una luce che si accende e illumina la realtà – ha detto il Cardinale nel suo intervento -, capace di dare risposte ai bisogni dell’uomo di oggi e di suscitare collaborazione, creando sinergie tra le diverse istituzioni. Insieme si può fare, insieme si possono superare le distanze, insieme si può rispondere alle necessità delle persone».

Alla cerimonia erano presenti anche Cesare Bisoni e Jean Pierre Mustier, rispettivamente presidente e amministratore delegato di UniCredit che, attraverso il suo programma Social Impact Banking, ha sostenuto il progetto con un finanziamento pluriennale.

Tanti altri ospiti del mondo del volontariato, dell’associazionismo e della politica hanno preso parte all’inaugurazione di un edificio che non è una semplice casa: sarà infatti un luogo di rigenerazione sociale, destinato ad ospitare nuclei in difficoltà, singoli e famiglie solidali e in cui si sperimenterà un’idea di cittadinanza aperta, inclusiva e in dialogo con il territorio. Dall’housing all’homing, insomma.

Nei suoi 14 appartamenti verranno accolte non solo madri con bambini avviate all’autonomia, ma anche singoli o coppie che scelgono di vivere un’esperienza di vicinato solidale e una piccola fraternità di religiose e religiosi. In questo modo potrà prendere forma il progetto visionario di mettere insieme in una corte solidale soggetti in difficoltà e persone volonterose di condividerne difficoltà e speranze, ospitando anche un servizio di counseling per le famiglie della zona.

La Corte di Quarto non sarebbe potuta sorgere senza gli importanti contributi di Banca d’Italia, Enel Cuore Onlus, Finecobank, Fondazione Mediolanum, Fondazione Paola Frassi, Fondazione Peppino Vismara, Mapei, My Plant & Garden, oltre a quelli di privati cittadini e aziende che hanno creduto nella costruzione di quest’isola di speranza.

«Accompagnare queste donne per un pezzo di strada alla ricerca della casa e del lavoro è fondamentale per impedire che si ripeta il passato, che abbiano a perdere la fiducia in un futuro diverso», commenta padre Giuseppe Bettoni, convinto che «nessuno è solamente il suo errore, mai. E questo Arché non si stancherà di dirlo. Mai».

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