Con la partecipazione dell’assessore alla Sicurezza Granelli. Il parroco don Azzimonti: «I casi con cui veniamo in contatto sono solo la punta dell'iceberg»

gioco d'azzardo

Il più disperato aveva un debito di 250 mila euro. Per sei mesi, fino a settembre 2012, l’associazione Orthos ha gestito lo sportello d’aiuto sul gioco d’azzardo in via Quarenghi, zona 8 di Milano, e ha seguito 12 persone. Un progetto sperimentale, che presto -si pensa a metà giugno -, riaprirà i battenti. «I nostri utenti erano tutti fortemente indebitati – racconta Stefano Silva, uno dei due operatori -, con alle spalle famiglie disperate, che non sapevano come risolvere la situazione».

Casi che spesso incontrano anche le parrocchie del Decanato Cagnola, tanto che i parroci hanno deciso di intervenire. Martedì 28 maggio, infatti, hanno organizzato un incontro pubblico dal titolo “Mettiti in gioco”, in programma alle 21 nel salone-teatro della parrocchia del Sacro Cuore (via Bartolini 46), a cui parteciperà anche l’assessore comunale alla Sicurezza Marco Granelli. «È un primo passo per avviare un percorso di prevenzione -spiega don Carlo Azzimonti, parroco del Sacro Cuore -. I casi con cui veniamo in contatto sono solo la punta dell’iceberg».

Dei dodici utenti seguiti dallo Sportello, 3 su 4 erano uomini e la metà giocava da oltre 10 anni. «È un problema che tocca trasversalmente tutte le età e le professioni – aggiunge Stefano Silva -. E quasi tutti giocavano soprattutto alle slot machines». Queste persone sono state poi indirizzate ai servizi che potessero aiutarli a uscire dalla situazione in cui si trovavano.

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